La Colonia felina di Torre Argentina
La Colonia felina di Torre Argentina (rsi.ch)

Altro che lupa o aquile, Roma è dei gatti

Oltre l'Europeo, è ormai millenario l'amore per i mici nella città eterna

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Dall'inviato a Roma Marcello Ierace

La lupa giallorossa? L'aquila biancoceleste? L'invadente e rumorosissimo gabbiano? O il cinghiale che sta scatenando panico nell'urbe? Niente di tutto ciò. Forse non tutti sanno che l'animale simbolo di Roma è infatti un altro: il gatto. E proprio nel luogo dove, nel 44 Avanti Cristo, morì Giulio Cesare, oggi vi è quello che viene definito un vero e proprio santuario dei gatti. Siamo a Largo Torre Argentina, dove nel 1929, da una serie di scavi, emerse l'antica Curia di Pompeo, luogo di riunione del Senato e, appunto, dove durante le idi di marzo venne ucciso l'imperatore romano. E da quel 1929 Largo Torre Argentina è diventato luogo di asilo dei gatti di Roma.

"Qui i gatti ci sono sempre stati - ci racconta Valentina, una delle volontarie dell'associazione che si occupa della Colonia felina di Torre Argentina, che attualmente fornisce asilo a quasi cento gatti - A proprie spese poi l'associazione ha portato avanti in questi anni un discorso relativo alla cura e alla sterilizzazione del gatto. Aiutiamo le 'gattare' a tenere sotto controllo le nascite per evitare che i mici vengano abbandonati".

Ma perché proprio lì? Un caso, forse. Ma c'è anche un'antica leggenda che narra di un orgoglioso Giulio Cesare che anche dopo la morte, sfidò il dio Ade rifiutandosi di attraversare il fiume Acheronte lasciando così la sua anima in un limbo. Una sfida che Ade però raccolse rispedendo Cesare sulla terra, lui e tutto il suo esercito, ma con sembianze feline, in ricordo dell'eterno amore con Cleopatra, regina d'Egitto. I gatti - fossero Cesari o meno - hanno iniziato a proliferare, tanto da necessitare un intervento. Venticinque anni fa è così nata la Colonia felina di Torre Argentina, il cui intento è proprio quello di tenere a bada il numero della colonia attraverso la sterilizzazione e nel contempo curare e dare asilo ai mici bisognosi.

 
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