L'Olimpico esplode di colori trent'anni dopo
L'Olimpico esplode di colori trent'anni dopo (Keystone)

Roma sogna altre notti magiche

TransEuro2020Express, in treno alla scoperta di Euro 2020

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Dall'inviato a Roma Marcello Ierace

È una di quelle immagini tanto improbabili da risultare semplicemente magiche. Lei ha una voce caldamente roca e con la chitarra in mano sta cantando una versione acustica, da pelle d'oca, di La Isla Bonita di Madonna. Dietro le sue spalle Castel Sant'Angelo e tutta la sua austera imponenza. Dopo la pioggia di giovedì su Roma è arrivato d’improvviso il caldo torrido. È aria estiva. E sarà un’estate - o almeno un inizio estate - di calda passione calcistica per la città Capitolina.

Erano trent'anni (tecnicamente 31 perché se anche si chiama Euro 2020, siam sempre nel 2021, non dimentichiamocelo) che Roma non ospitava un evento calcistico di tale portata. Era il 1990, erano le notti magiche cantate da Bennato e la Nannini. Erano giorni e notti di passione e fermento. Oggi sembra tutto più edulcorato. La città ha vissuto l'evento con freddezza quasi nordica. Una cosa non da lei, che della passione per il pallone ci ha costruito un mito e tante leggende. Ad affievolire tutto ci sono le mascherine, il coprifuoco a mezzanotte e quel carattere itinerante che - diciamolo - lascia un po' perplessi e disorientati.

Ma questa polvere, che non gli appartiene, Roma - che è tutto fuorché noiosa - se la sta scrollando di dosso. Ci hanno pensato le sgroppate sulla fascia di Spinazzola, il cinismo di "schillaciana" memoria di Immobile e i "tiraggir" di Insigne a scuotere l’ambiente assopito. Sono tornati gli abbracci, i caroselli (fino a mezzanotte, non di più però) e anche qualche bandiera tricolore ha iniziato a fare capolino su finestre e balconi. Ancora qualche passo verso la normalità. Forza, avanti così.

Playlist
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Vacanze Romane - Matia Bazar

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