L'Euro c'è... ma non si vede
L'Euro c'è... ma non si vede (Keystone)

Roma un po' distratta e senza bandiere

In città non si respira certo un clima di grande attesa

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

dall'inviato a Roma Marcello Ierace

"Siete a Roma per quale motivo?". "Gli Europei…". "Di cosa?". "Ehm… di calcio…". La signora della reception dell'hotel non pare particolarmente interessata ai fatti sportivi che stanno per coinvolgere la sua città. Eh vabbé, ci può stare, dico io. "Che, c'è quarche evento in programma?". Eh no… pure il taxista, no. Ebbene sì. Anche il taxista non sa che questa sera si gioca la prima partita dei Campionati Europei di calcio. Ed è la prima volta che il grande calcio per nazioni torna a Roma, dopo le notti magiche di Italia ’90. Ma lo spirito, a trent'anni di distanza è decisamente altro… Manca l'enfasi, manca lo spirito… mancano… le bandiere! Ecco, cosa manca! Non ci sono le bandiere appese ai balconi e alle finestre. E in Italia una cosa così non è tanto normale. Roma che si era vestita di tricolore nei giorni più bui del coronavirus, oggi è quasi completamente spoglia.

Ma io me lo ricordo perfettamente. Era il 1998, esattamente il 3 luglio 1998. A Roma ero di passaggio, con Barbara, ora mia moglie. Una tappa a fare un saluto ai miei zii prima di scendere verso il mare. Roma era torrida e, soprattutto, si respirava un'aria febbrile. Si giocava il quarto di finale dei Mondiali contro la Francia. E la città era tutta un tricolore. Fino ad un istante prima del calcio d'inizio era caos e rumore come sua abitudine. Poi l'arbitro fischia ed è solo silenzio. Un brusio costante ed irreale, sovrastato dalla sola voce di Bruno Pizzul che riecheggia nei televisori di tutta una città. Zero a zero, rigore di Di Biagio, sdeng, traversa, tutti a casa. Piano piano le bandiere vengono raccolte e tolte da finestre e balconi e, piano piano, la vita ricomincia. Come è giusto che sia.

Oggi, però è diverso. Il perché non è chiaro. Disaffezione nei confronti degli Azzurri? Improbabile… considerando la sacralità del calcio in Italia e quanto di buono sta facendo vedere la squadra di Mancini. Forse è lo spostamento di un anno, che ha confuso un po' tutti. Forse il carattere itinerante dell'evento, che alla fine è di tutti, ma anche di nessuno. O forse è anche questo un effetto della pandemia, capace pure di affievolire una passione viscerale come quella per il pallone. Solo il tempo ci darà delle risposte. E, probabilmente, già stasera avremo un indizio in più.

Europei al calcio d'inizio

Europei al calcio d'inizio

TG di venerdì 11.06.2021

 
Condividi