di Piergiorgio Giambonini
Mentre a tener banco sembrano essere soprattutto discussioni e polemiche – non solo “da bar”, sia chiaro… – sui troppo frequenti e troppo gravi errori arbitrali (ultimo in ordine di tempo, sabato l’impunita bastonata per quanto involontaria di Santala ai danni di Klasen) e sul “caso Flückiger” (al di là sia della volontà e dell’opportunità di fargli giocare qualche partita, ed al di là anche del suo infortunio, perché mai però prestarlo a un avversario diretto nella corsa ai playoff?), sul ghiaccio pure l’ultimo weekend di novembre non ha in fondo detto nulla che a grandi linee già non si sapesse.
Il Lugano è squadra solida e ben messa a livello di assetto collettivo di gioco. Ma, checché ne dica Patrick Fischer, rimane eccessivamente straniero-dipendente. Tanto per dire: fuori Klasen a metà partita sabato a Kloten sull’1-1, i bianconeri hanno sì trovato il gol-partita al primo successivo power-play (44’), ma poi sono andati in bianco nei due successivi. E quattro superiorità numeriche la squadra numero 1 della specialità le ha poi sprecati anche domenica contro il Berna. E alla fine ha perso ai rigori.
Del resto le cifre parlano chiaro: nelle ultime 10 partite, gli attaccanti svizzeri dlel’HCL hanno segnato appena 3 reti (due Bertaggia e una Walker). In negativo rimane pure la tendenza bianconera contro i quattro avversari d’alta classifica, per un bilancio di appena 3 vittorie in 9 confronti diretti con Davos (0), Berna, Zurigo e Zugo (1 a testa), a fronte delle 14 su 17 ottenute contro le squadre dal 6° posto in giù. In positivo sul conto del Lugano il weekend ha però detto a chiare linee sia della solidità difensiva, sia della capacità di “fare partita” anche quando il gioco si fa duro e gli spazi sono molto chiusi. E questo è un altro passo molto importante verso quella che sarà la realtà dei pur ancor lontani playoff.
E l’Ambrì? Che dire dell’Ambrì che mette in gravi difficoltà Berna e Lugano, che va a vincere con tanto di shutout a Kloten e che batte lo Zugo, ma che poi finisce vergognosamente KO proprio nel confronto direttissimo di Bienne? Che dire? Che la squadra di Pelletier è debole perché non ha continuità di rendimento né sui 60 minuti (ad immagine delle 8 volte – sei delle quali casalinghe – che è riuscita a perdere facendosi rimontare e sorpassare negli ultimissimi minuti), né sull’arco di più partite (mai in stagione tre vittorie di fila, e mai nemmeno due piene consecutive), perché non sa vincere in casa (l’ultimo successo pieno risale al 29 gennaio e 19 partite or sono!!!), perché gli stranieri girano solo a corrente molto alternata, perché la fiducia in se stessi è ormai quello che è, e via di questo passo. Al di là di tutto e di tutti, e al di là anche dell’imbarazzante (contro-)prestazione del malcapitato Lorenzo Croce, è però assolutamente inammissibile andare a Bienne e prenderne 3 nei primi tre minuti e mezzo.
In casa biancoblù, con la linea parecchio lontana ma non certo irraggiungibile (6 punti e una partita in più giocata rispetto a Bienne e Kloten), l’unica notizia positiva è allora che entrambi i portieri Zurkirchen (dolorante a un ginocchio e per questo tenuto a riposo sabato) e Flückiger (che negli scorsi due anni “a gettone” aveva già giocato, ricordiamo, a Zugo, Kloten e in serie B svedese…) torneranno a disposizione per il weekend. Ovvero per la trasferta di venerdì a Berna e il derby casalingo di sabato. Quando in formazione dovrebbe riapparire anche Inti Pestoni…
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