Hockey

Ambrì-Piotta, per fare ancora meglio

HCAP: molte aspettative per la stagione 2014-15

  • 03.09.2014, 14:00
  • 4 maggio, 13:38
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Di: RSI Sport 

dell’inviato a Andermatt Piergiorgio Giambonini

Quando gli anni di “disgrazie” sportive (leggi playout e relativi incubi) sono sette uno in fila all’altro, e poi improvvisamente ti riscopri primattore ai piani alti della classifica e con largo anticipo invitato al ballo finale dell’élite nazionale (leggi playoff e relativa euforia), umano quanto elevato diventa il rischio di “sedersi”. Lo si era detto in tempo reale, lo si può e lo si deve ribadire oggi, a qualche mese di distanza e con una nuova stagione agonistica pronta per essere consumata: all’Ambrì-Piotta edizione 2013-14 è successo proprio questo. Un calo in qualche modo di tensione che dopo mesi (anni, anzi) di attesa ed aspettative, nel giro di otto giorni di marzo aveva mandato tutti in vacanza con uno strano senso di incompiuto per quanto fatto e soprattutto non fatto nelle quattro sfide dei quarti di finale con il Friborgo. Con la sensazione cioè che qualcosa in più si sarebbe potuto e dovuto potuto spremere. Indubbi meriti del Gottéron a parte.

Si riparte, e ripartiamo allora proprio da lì e da quelle considerazioni. Il primo a farlo – come potete leggere ed ascoltare pure in questo nostro dossier – è stato del resto il presidente Filippo Lombardi nel suo discorso durante la presentazione della stagione entrante. Presentazione che l’HCAP quest’anno ha voluto organizzare in trasferta ad Andermatt, a mo’ di omaggio (oltre che a Samir Sawiris…) a quel 30% di suoi tifosi che un’indagine di mercato indica appunto residenti oltre San Gottardo. Un presidente meno “lamentoso” (che per il bilanci, ha detto, ci sarà tempo e modo all’assemblea generale del 28 ottobre) e più “pragmatico” del solito, in fondo, e che ha allora ribadito quanto già aveva detto il 2 agosto scorso: a questo Ambrì, al suo Ambrì, edizione 2014-15, chiede di più e di meglio. Gli chiede insomma di essere di nuovo protagonista, ma stavolta di andare oltre: di andare a fondo fino in fondo, e comunque il più in fondo possibile. A ribadire, appunto, che l’epilogo della scorsa stagione non era stato all’altezza, per l’intensità e la determinazione portate sul ghiaccio, di quanto fatto ed ottenuto nei mesi precedenti.

Al via della 30a stagione consecutiva in NL A (Lugano, Kloten e Friborgo gli unici altri club sempre presenti nell’élite nell’era-payoff) e della 50a della sua storia, l’obiettivo numero uno dell’Ambrì-Piotta ad ogni buon conto rimane – deve rimanere – quello della qualificazione ai playoff: nella consapevolezza che sarà dura, non foss’altro che per il fatto che non tutti gli anni capita che sotto la linea finiscano e soprattutto rimangano addirittura due teste di serie (campioni in carica compresi). Nella consapevolezza insomma, e ci mancherebbe altro, che quel che andrà fatto e conquistato, andrà fatto e conquistato con le proprie forze. Che dovranno essere quelle di una squadra vera ed equilibrata, solida e compatta, affidabile in fase difensiva e produttiva sul fronte offensivo. Né più né meno…

Al di là dell’euforia del popolo biancoblù e senza andare nei dettagli, le certezze solo allora quelle del lavoro svolto e dei risultati ottenuti finora e un po’ a tutti i livelli da e con Serge Pelletier. Le incognite, invece, quelle legate alle capacità “evolutive” del tandem di portieri, ad una difesa ancora più “operaia” in funzione del cambio Noreau-O’Byrne e ad un attacco in cui debuttano due centri stranieri e dove sarà in ogni caso necessario un più costante contributo produttivo pure da parte di qualche svizzero, a (ri)cominciare ovviamente da Pestoni e Steiner.

Questo è quanto. E adesso è ora di tornare a giocare per punti e classifica. L’Ambrì si annuncia pronto, e la Valascia lo sarà a partire da lunedì, quando i biancoblù – dopo tanto girovagare – torneranno finalmente a casa.

04:11

L'intervista di Paolo Laurenti a Filippo Lombardi

RSI Sport 03.09.2014, 13:55

Legato alla trasmissione Rete Uno Sport 03.09.2014, 12h50

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