dall'inviato a Parigi Luca Pedroni
Per la serie "A volte ritornano", all'interno della pista parigina è apparsa inconfondibile la bianca chioma di Barry Smith, allenatore del Lugano per alcuni mesi nella stagione 2011-12. Lo statunitense se ne andò il 21 ottobre sbattendo la porta, dopo 9 pesantissimi gol subiti a Kloten. Allora, in disaccordo con la società e in difficoltà nel far passare il suo messaggio, decise di fare rientro in Nordamerica.
Il tecnico americano ormai da qualche anno è responsabile dello sviluppo dei giocatori per i Chicago Blackhawks: "Sono stato a Colonia nei giorni precedenti. Nel girone che gioca in Germania ci sono molti giocatori legati alla mia organizzazione, futuri elementi interessanti e altri già sotto contratto. Mi sono incontrato con loro e pure con alcuni free agent".
Il suo addio al Ticino fu piuttosto brusco, e Barry Smith a distanza di qualche anno racconta cosa portò alla decisione di lasciare tutto: "Avrei voluto fare un grosso passo avanti con il Lugano. Volevo finire nei primi tre la regular season e poi giocarmela nei playoff. Purtroppo non ho potuto cambiare alcuni giocatori, penso in particolare gli stranieri, che erano avanti con l'età. Non era giusto ricevere i soldi della società solo per dire che stavo allenando. Chiunque avrebbe potuto fare quello che mi chiedevano. Con il direttore sportivo di allora (Roland Habisreutinger, ndr) non avrebbero apportato dei correttivi. Ho detto che mi sarei dimesso e loro avrebbero potuto fare quello che volevano. Devo comunque dire che mi sono sempre trovato bene con lo staff. Inoltre il proprietario e Vicky sono delle brave persone".
"Con il direttore sportivo non avevamo idee comuni. Non avevamo nemmeno minimamente la stessa filosofia"
Barry Smith
Mondiali, l'intervista a Barry Smith (10.05.2017)
RSI Sport 10.05.2017, 16:22
Legato a Rete Uno Sport del 10.05.2017, 12h30.

