di Piergiorgio Giambonini
Se proprio vogliamo dare una nota unica a questo primo turno ticinese, in pagella scriviamo allora un 4 e mezzo. Una nota ampiamente superiore alla sufficienza, ma che come si suol dire lascia spazio ad interessanti miglioramenti. Una nota che proprio per questo va presa ed interpretata da una prospettiva sicuramente positiva.
La classifica, del resto, su entrambi i fronti, si muove quasi sempre, di giornata in giornata: nei 60 minuti il Lugano finora ha perso (e di stretta misura) solo a Davos, e l’Ambrì appena 3 volte. Il Lugano è terzo, con 12 punti in più rispetto a un anno fa di questi tempi, quando era addirittura penultimo. L’Ambrì è 7o, con appena 4 punti in meno rispetto al suo straordinario autunno 2013. E il pubblico risponde e apprezza, con affluenze da nuovi primati assoluti societari nell’era playoff: 5631 alla Valascia, 5240 (in attesa del primo derby casalingo) alla Resega!
Eppure gli spazi di crescita restano appunto promettenti a tutta pista. Lo ha ribadito, del resto, il weekend che questo primo turno di campionato lo ha consegnato agli archivi. A frenare la corsa ticinese rimane, su entrambi i fronti, la cosiddetta arte del complicarsi la vita. Da leggere soprattutto nell’incapacità di chiudere per davvero le partite quand’è il momento di farlo.
C’è un Lugano che venerdì a Kloten va velocemente sul 2-0, ma che poi si fa riprendere e battere ai rigori, senza segnarne nemmeno uno. E che sabato alla Resega tiene sotto scacco costante lo Zurigo capolista, ma non va oltre il vantaggio minimo, e alla fine sbaglia pure il colpo del ko a porta vuota, e così deve soffrire fino alla sirena per tornare al successo dopo tre sconfitte consecutive oltre il 60’. Un successo, il cui peso – ad ogni buon conto – va sicuramente oltre i tre punti.
E poi c’è un Ambrì che nelle ultime 8 partite ha incamerato 14 punti. Un Ambrì che nel weekend s’inventa una sorta di “Girouxtondo”, con il canadese che a Bienne firma la doppietta che lancia i biancoblù verso l’importantissima vittoria in doppia rimonta, e che alla Valascia infila 2 rigori su 2 alle spalle dell’esordiente Robert Mayer, e garantisce ai suoi altri due punti molto pesanti contro il Ginevra. Pur se resta, altrettanto innegabilmente, il rammarico per quell’essersi complicati di nuovo la vita dopo essere andati sul 2-0 già nei primi sette minuti di partita. E per essersi fatti portare cinque volte su cinque oltre il 60’ alla Valascia.
Eppure, detto tutto questo, per ora va bene anche così. Purché da adesso in avanti vada ancora meglio…
L'intervista a Marc-André Bergeron (Rete Uno Sport 13.10.2014, 12h50)
RSI Sport 13.10.2014, 14:13
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Il primo turno in quattro temi


