Hockey

Disciplina e grinta, avanti così

Playout: tutto sommato positiva gara-1 dell’HCAP

  • 18.03.2015, 15:37
  • 4 maggio, 14:13
Non c'è spazio per Jordy Murray e il Rapperswil...

Non c'è spazio per Jordy Murray e il Rapperswil...

  • Ti-Press
Di: RSI Sport 

di Ivan Zippilli

Nessuno si aspettava un grande spettacolo, insomma non siamo ai playoff fra Berna e Davos, Zurigo o Ginevra. Ma in un certo senso gara-1 fra Ambrì-Piotta e Rapperswil non ha tradito le attese, offrendo un match tutto sommato interessante, dominato dai biancoblù per i primi 20 minuti ed equilibratosi nei restanti 40.

Innanzitutto v’è da dire che Serge Pelletier ha azzeccato le sue scelte: peccato non vedere in pista Lhotak (il ragazzo merita un posto), ma per il resto il tecnico è stato ripagato dalle buone prestazioni degli uomini su cui ha puntato. Bouillon ha sbagliato poco ed è stato soprattutto molto importante nelle situazioni di superiorità numerica nelle quali ha gestito con precisione il disco sulla blu propiziando i due gol. Stesso discorso per Aucoin: prezioso l’assist immediato per l’1-0 Giroux ed encomiabile il suo lavoro in fase di copertura sull’arco di tutto l’incontro.

Senza dar spazio a moti di esaltazione eccessivi, la prima prestazione dell’Ambrì in questa finale dei playout è stata convincente per un terzo, un po’ fragile per un altro terzo, ordinata nell’ultima parte di gara. I leventinesi hanno dimostrato di essere superiori al Rapperswil, invero assente nel primo periodo, e di poterlo essere puntando sull’intensità di gioco.

La via l’ha mostrato il terzetto che non ti aspetti: Duca, il migliore in pista, Schlagenhauf, finalmente tornato centro intelligente, e Dostoinov, che ha abbandonato le mezze magie di bastone fini a se stesse in favore di un hockey concreto e fisico che lo rendono un giocatore molto più utile. Sull’altro fronte Eldebrink ha dovuto appoggiarsi a Patrick Blatter e Joel Fröhlicher, entrambi spaesati, per sopperire a diverse defezioni in difesa, ha puntato sui due stranieri dietro (fuori Johansson) e ha rinunciato nel finale a Persson, normalmente uomo-faro della squadra. Solo un infortunio potrebbe spiegare questa scelta, per un tecnico che in gara-1 ha sicuramente perso il confronto con il suo omologo, risultando anche poco coraggioso nel finale, quando avrebbe potuto richiamare prima Wolf in panchina per fare spazio ad un giocatore di movimento in più.

Il risultato finale è stretto, e anche l’ottimo Zurkirchen ci ha messo del suo per conservarlo intatto, ma il match parla nel suo complesso a favore dei biancoblù, avanti nella serie e apparsi più squadra dei loro avversari. Come sempre, però, giovedì si riparte da zero. Primo passo fondamentale verso il raddoppio: portare nel canton San Gallo la stessa disciplina e la stessa grinta mostrate in gara-1.

01:05

Il servizio di Lorenzo Boscolo (Rete Uno Sport 18.03.2015, 07h00)

RSI Sport 18.03.2015, 09:05

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02:54

NL A, l'intervista a Filippo Lombardi sulla nuova Valascia (17.03.2015)

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