di Luca Steens
Raffaele Sannitz è l'unico giocatore bianconero che era già in pista nella precedente sfida a porte chiuse andata in scena a Lugano, che era stata imposta dalla Lega come punizione per le intemperanze della finale persa con lo Zurigo nella stagione 2000-01. E fino ad oggi è probabilmente il solo della rosa di bianconeri e Ambrì ad aver disputato una partita professionistica senza pubblico. In attesa di essere raggiunto venerdì dai leventinesi e sabato anche dai suoi compagni, il numero 38 ha provato a scavare nei ricordi per definire le sensazioni che aveva provato in quell'occasione, nel lontano 2001, quando l'allora Resega ospitò il Rapperswil, battuto per 4-1 dai sottocenerini, con solo gli addetti ai lavori presenti: "Era una cosa strana, oltretutto alla prima partita di campionato. Sei sempre abituato a sentire tanto rumore e il tifo, lì invece si sentiva ogni disco e bastonata".
Non ne ho ancora parlato con gli altri, prima ci concentriamo sul Rapperswil
Raffaele Sannitz
In casa bianconera non si teme la pressione per avere di nuovo il destino nelle proprie mani, anzi si è ben contenti: "Per come si erano messe le cose, adesso siamo felici di avere un'altra occasione. È tutto nelle nostre mani, non dobbiamo lasciarci sfuggire quest'altra possibilità. Dobbiamo assolutamente vincere contro il Rapperswil per iniziare".
Cambia poco giocare contro le prime o le ultime
Raffaele Sannitz
In un campionato così equilibrato, trovarsi di fronte un avversario piuttosto che un altro in queste ultime importanti sfide di regular season cambia poco: "Alla fine anche loro hanno bisogno di punti per il torneo dei playout, saranno partite dure e difficili. Ma dobbiamo essere pronti".
NL, l'intervista a Raffaele Sannitz (27.02.2020)
RSI Sport 27.02.2020, 15:30
DNA, Lugano - Rapperswil si gioca a porte chiuse il 7 settembre 2001 (27.02.2020)
RSI Sport 27.02.2020, 14:47



