di Piergiorgio Giambonini
Chi vuole scommettere, faccia pure. Ci mancherebbe altro. A suo rischio e pericolo, però. Perché finora, tra quarti e semifinali, è successo quasi tutto ciò su cui quasi nessuno avrebbe scommesso. E la finale sono arrivati a giocarsela quel Lugano che il 20 ottobre Fischer aveva abbandonato (aveva dovuto abbandonare) addirittura all’ultimo posto, e quel Berna che prima Boucher e poi Leuenberger ai playoff l’hanno portato solo grazie – non lo si dimentichi – a due sconfitte se non altro ai rigori nei confronti diretti con il Losanna nono…
Quinto contro ottavo insomma, in quella che in questo senso è la “peggior” finale di sempre. Ma solo in questo senso, perché Lugano e Berna hanno dimostrato sul ghiaccio – contro Zugo e Ginevra, rispettivamente Zurigo e Davos – di essere in questo momento le due squadre migliori. Ripetiamo e sottolineiamo: le due squadre migliori.
E adesso? Adesso ci concediamo di dire una banalità: adesso potrà succedere, o piuttosto potrà continuare a succedere, tutto e il contrario di tutto. Anche se con Shedden in panchina il Lugano in stagione ha battuto 3 volte su 3 il Berna. Anche se il Berna negli scorsi 5 anni di finali ne ha già vinte due. Anche se il Lugano concede più tiri del Berna, ma Merzlikins ne para più di Stepanek. Anche se gli svedesi del Lugano segnano più dei canadesi del Berna. Anche se la quarta linea del Lugano gioca pochissimo e quella del Berna segna spesso e volentieri. Anche se in questi playoff il Lugano non ha mai perso in trasferta. Anche se il Berna non ha mai perso in casa. Anche se, anche se, anche se…
Andreas Hänni lancia la finale (Rete Uno Sport 02.04.2016, 08h00)
RSI Sport 02.04.2016, 10:29
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