Di Federico Fiorito
Zurkirchen 3,5: inizia bene la stagione. Se l’Ambrì rimane spesso in partita fino all’ultimo durante il tormentato autunno è anche - e soprattutto - grazie alle sue parate. Dalla firma con il Losanna il suo rendimento cala bruscamente e la squadra finisce in quel baratro dal quale uscirà solo dopo lo spareggio con il Langenthal, vinto anche grazie alle sue prestazioni.
Descloux 4+: non gli viene data la fiducia che merita neanche quando il suo collega mostra di essere in fase calante. Diventa il “titolare” nella post season e offre delle prestazioni piuttosto solide ma purtroppo si fa male nella serie con il Friborgo uscendo definitivamente di scena per questa stagione.
Gautschi 4+: tra coloro che hanno iniziato la stagione è quello con il bilancio migliore (-1). Viene impiegato spesso in powerplay, ruolo che non gli si addice tanto, ma in linea di massima il suo lo fa.
Jelovac 3+: pasticcia troppo a inizio stagione (ma prende in ogni caso il posto di Berger). Finisce in crescendo con delle prestazioni più solide, soprattutto dall’arrivo di Dwyer.
Fora 3,5: una netta involuzione rispetto allo scorso anno, che ha il suo culmine nel brutto fallo ai danni di Daniel Steiner, che priva la squadra del suo aiuto nella finale playout. Segna un solo gol nelle 50 partite di regular season: troppo poco rispetto alle aspettative riposte in lui. Si rifà nella serie contro il Langenthal realizzando due reti molto importanti che gli alzano il voto di mezzo punto.
Mäenpää 3: le cattive prestazioni lo mettono ai margini della squadra malgrado l’Ambrì non sia messo tanto bene in difesa. In tutto questo gli infortuni non hanno giovato, ma lui non ha certo ripagato il prolungamento di contratto ricevuto la scorsa primavera.
Berger 3+: viene tolto inspiegabilmente dal line up durante la gestione Kossmann. Perde fiducia e quando gioca subisce il vortice negativo nel quale è caduta tutta la retroguardia leventinese, commettendo diversi errori che la scorsa stagione non avrebbe commesso.
Zgraggen 3,5: come Fora un campionato al di sotto delle aspettative. Si fa male proprio nella fase clou della stagione, ma quella è indubbiamente una sfortuna.
Collenberg 3+: arrivato come rinforzo di una difesa da ricostruire, fornisce un apporto molto scarso sia in fase difensiva che in fase di impostazione.
Ngoy 4: pure lui arriva come rinforzo difensivo per migliorare la situazione rispetto alla passata stagione. Fornisce la sua esperienza, ma limitata alla protezione della propria gabbia anche perché viene impiegato tantissimo in boxplay. È il difensore biancoblù con il minutaggio più alto di tutta la regular season. Si cala ottimamente nella realtà di Ambrì anche sfoggiando un buon italiano a pochi mesi dal suo arrivo.
Trunz 3,5: a causa degli infortuni gioca solo una parte della stagione e anche quando viene impiegato ha un ruolo marginale nello scacchiere difensivo. Il suo lavoro lo fa, sono altri quelli che dovrebbero impostare il gioco.
Pinana s.v.
Monnet 4-: con Fuchs forma una bella coppia a inizio stagione, quando la loro linea sostanzialmente ha il compito di tirare la carretta. È meno incisivo con il passare dei mesi e con il complicarsi del campionato, ma resta pur sempre uno dei migliori attaccanti svizzeri, se non il migliore, di cui dispone l’Ambrì.
Hrabec 5,5: risulterebbe senza valutazione se non avesse segnato il gol che di fatto ha chiuso la serie con il Langenthal. Gioca solo le ultime due partite della stagione e mostra, oltre all’energia che ha in comune con gli altri Rockets, anche dei movimenti e una padronanza del bastone di un giocatore di una certa classe.
Pesonen 3,5: arriva dopo la preparazione per coprire il buco lasciato dall’infortunato Hall e si guadagna un posto da titolare a scapito di D’Agostini. Esplode in autunno inoltrato a suon di gol, ma poi si ferma e, come del resto gli altri stranieri, non dà quel valore aggiunto necessario per una realtà come Ambrì.
Lhotak 4-: ci mette un’eternità a sbloccarsi. Ha voglia, ha grinta ma il suo rendimento è dimezzato rispetto alla scorsa stagione (come del resto quello di tutta la squadra). Viene utilizzato anche come centro e gli vengono cambiati spesso i compagni, soluzioni che probabilmente fatica a digerire.
Hall 4,5: è un grande lottatore, è uno che mostra sempre l’attaccamento alla maglia. Parte con un infortunio e non tornerà più sui livelli delle scorse stagioni, ma il suo apporto di attaccante difensivo lo dà comunque e inoltre segna 11 gol in 38 partite di regular season, che non sono pochi (anzi sono molti in rapporto a quelli segnati dai suoi compagni). Le sue qualità di uomo squadra vengono valorizzate da Dwyer nello spareggio.
Trisconi 5,5: arriva insieme agli altri Rockets come una sorta di amuleto per invertire la tendenza di una stagione andata storta. Sul ghiaccio mette grinta ed energia guadagnandosi, con i fatti, un posto tra i titolari e, nello spareggio, uno in prima linea. Merita di essere impiegato con un po’ più di costanza anche la prossima stagione.
Bianchi 4-: non gioca molto e dall’arrivo di Dwyer viene addirittura escluso dai titolari. Quando viene impiegato, però, lo fa con la solita grinta ed energia.
Fuchs 4: in autunno sembra inarrestabile tanto da indossare il casco giallo per diverse giornate. La sua linea è una delle poche note positive dell’Ambrì ma la società esita a rinnovarlo e lui firma con il Bienne. Da lì in poi – come per Zurkirchen – il suo rendimento cala bruscamente e questo gli abbassa la valutazione.
Kostner 4: è uno che deve preoccuparsi più di difendere che di segnare e lo fa con buoni risultati. Il suo bilancio di -3 (miglior attaccante tra quelli impiegati frequentemente) è infatti una nota positiva. Segna anche un gol e mezzo in gara-1 dello spareggio, risolvendo una partita molto difficile.
Stucki 5,5: come per Trisconi porta energia e sostanza, malgrado lui, di fatto, sia stato escluso dalla prima squadra a partire dalla fine della scorsa stagione. Si fa quasi tutto l’anno in B e poi viene chiamato a togliere le castagne dal fuoco: lui lo fa con cuore e professionalità. Bravo.
Emmerton 3,5: gioca una quantità enorme di minuti. Lo fa, come sempre, con tanta classe però non ha mai quel guizzo in più che ti risolve le magagne. Se l’Ambrì ha perso buona parte delle partite di un solo gol è anche perché il quartetto straniero non è stato veramente brillante.
Goi 5,5: a 27 anni ha la sua seconda chance di emergere nell’élite. Probabilmente non gli servirà per il futuro, ma nella situazione che si è venuta a creare il suo aiuto lo dà – eccome – esattamente come gli altri Rockets.
Bastl 3+: gioca poco e non riveste mai un ruolo di rilievo né con Kossmann né con Dwyer. Quando viene impiegato non mostra però, forse per mancanza di fiducia, di meritare molto di più.
Berthon 3,5: nella gestione Kossmann gioca quasi sempre e lo fa senza lode ne infamia. Perde il suo posto dall’arrivo di Dwyer. Probabilmente merita più spazio e soprattutto un ruolo più definito, ma riesce in ogni caso a destreggiarsi discretamente.
D’Agostini 3: gioca pochissimo (meno della metà delle partite in regular season) a causa degli infortuni. Questo non gli permette di ingranare, ma lui non fa nulla per invertire la tendenza. È in assoluto lo straniero più deludente, ma forse un voto così negativo non lo merita tanto lui, bensì chi ha deciso di scommettere su di lui. Mostra tutta la sua classe nel gol in gara-2 della finale playout contro il Friborgo. Peccato che non sia stato in grado di esprimere le sue qualità di sniper.
Duca 4,5: è il capitano. In una stagione così storta è quello che ha l’ingrato compito di metterci sempre la faccia e lo fa con serietà e professionalità. Si sforza di trascinare la squadra e segna l’ultimo gol della stagione. Potrebbe chiudere la carriera con uno degli anni più brutti dell’Ambrì della storia recente e non lo merita.
Kamber 3,5: ha classe e visione di gioco ma manca un po’ di dinamismo. Avrebbe bisogno di compagni veloci e capaci di smarcarsi per ricevere i suoi passaggi, non avendoli Dwyer lo esclude dalla squadra. Torna per lo spareggio e si disimpegna abbastanza bene.
Guggisberg 3: per una stagione intera si aspetta un’esplosione che non arriva mai. Un dato su tutti: con -17 è in assoluto il giocatore con il bilancio peggiore di tutta la squadra. Anche nella fase clou del campionato non emerge e, a causa di un infortunio in gara-2 dello spareggio, esce di scena senza fare rumore.
Lauper 4,5: tra i lavoratori e uno di quelli che non si tira mai indietro ed è un grande uomo squadra. Non ha un grande rendimento realizzativo, ma del resto tutta la squadra gira ben al di sotto del suo potenziale a livello di punti. Nei momenti più abulici della stagione lui è uno di quelli che mostra di crederci sempre e per questo deve superare la sufficienza.
Kossmann 2,5: dà l’idea di non gestire al meglio la squadra. Ha le sue simpatie e, soprattutto, le sue antipatie (vedi l’esclusione di Stucki o di Bastl). Il suo gioco pragmatico e poco spettacolare ha bisogno di ottenere molto dai giocatori di spicco. Dal momento che questi tardano a carburare (o non carburano definitivamente) tutto il rendimento della squadra ne risente e lui non è in grado di cambiare approccio. Salva provvisoriamente il suo posto solo grazie a un piccolissimo cambio di tendenza quando viene affiancato da Tsygourov e Zanatta.
Dwyer 4: ottiene il minimo sindacale con la salvezza centrata allo spareggio. C’era margine per giocarsela di più, ma lui inanella una serie di sconfitte a dir poco preoccupante alla fine della regular season. Non si scompone e, a differenza del suo predecessore, mostra di avere in pugno la squadra. Fa le sue scelte, anche lui esclude alcuni giocatori - nella fattispecie Kamber, Bianchi, Mäenpää e Berthon - ma quando gli tornano utili li ributta nella mischia e ottiene buone prestazioni. E non è poco. Ha il grande merito di far esordire i giovani dei Rockets per trasmettere un po’ di sana energia ad una squadra intossicata dalle sconfitte e chiudere con quattro vittorie secche sul Langenthal è certamente una nota positiva.
NL A, il servizio sulla salvezza dell'Ambrì (Il Quotidiano 14.04.2017)
RSI Sport 14.04.2017, 20:11

