Di Omar Gargantini
Chi si aspettava un ribaltone già nel weekend dopo la partenza peggiore da 6 anni a questa parte sarà rimasto deluso. Ed è ormai fatalmente sempre più corposo tra i tifosi dell'HCAP il partito di chi chiede la testa di Kossmann.
Ma ancora più deluso o meglio perplesso se non addirittura scioccato è chi si aspettava un Ambrì competitivo e finalmente in grado di giocare bene. Dopo un avvio incoraggiante ma in ogni caso non supportato da punti e nemmeno da un'accettabile produzione offensiva, l'involuzione degli ultimi giorni è stata tanto repentina quanto inquietante: nell'incapacità di essere squadra e per inerzia di esaltare il talento dei singoli.
Non funziona più nulla di quel (poco?) che s'era intravisto da Natale a febbraio - leggasi dignitosa solidità difensiva - e non è mai decollato quel che invece doveva assolutamente migliorare, su tutti il powerplay. Kossmann non ha (ancora?) saputo dare idee e impulsi per lo sviluppo della manovra d'attacco, che col suo predecessore al contrario era di buon livello, ma continua a trincerarsi dietro uno stucchevole ritornello: "Mi aspetto i punti dei top-player".
Le responsabilità sarebbero insomma dei giocatori: in parte non ha torto, perché tutti in questo momento dovrebbero sapersele assumere; ma la continua correzione delle linee ed esclusioni bizzarre (Bastl lo scorso anno, Berger venerdì, per far solo due esempi) non aiutano un gruppo già in difficoltà. Occorrerebbero certezze, invece Kossmann va avanti a tentativi.
Non siamo ancora al de profundis, ci mancherebbe, ma il tempo degli alibi e delle scuse sta per scadere. Compromettere già in autunno l'intera stagione inoltre potrebbe indurre i (numerosi) giocatori in scadenza a prendere altre strade. Complicando ulteriormente anche il futuro...
L'intervista a Ivano Zanatta (Rete Uno Sport 18.09.2016, 12h30)
RSI Sport 18.09.2016, 12:30
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