di Giampaolo Giannoni
Chissá cosa ha pensato Serge Pelletier al momento del licenziamento. E chissà cosa gli è passato per la mente quando ha saputo il nome del suo successore. Gli fosse venuto da cantare si sarebbe probabilmente rifugiato in Lucio Battisti e nella sua "Ancora tu" (ma non dovevamo vederci più?). Gli fosse tornato in testa un film sarebbe stato uno di quei vecchi thriller in cui una macchina ti segue da lontano, intravvedi i fari, e già sospetti l'identità del guidatore.
Hans Kossmann per l'ormai ex tecnico biancoblù è una sorta di maledizione. Kossmann sostituì Pelletier a Friborgo, Kossmann eliminò l'Ambri dominandolo quando i leventinesi di Pelletier osarono riaffacciarsi ai playoff. E adesso la Valascia, la seconda casa di Pelletier, recordman di presenze sulla panchina dei leventinesi.
Va così tra professionisti, va così nel mondo dello sport. Lo sanno entrambi e se ne fanno (Kossmann, sorridente) o faranno (Serge, rabbuiato) una ragione.
Ma al di là dei ricorsi storici, cosa può e potrà dare di diverso alla squadra il nuovo tecnico? Kossmann ha fatto la gavetta, ha mangiato pane duro alla corte dei più celebrati e dei più egocentrici (Mc Sorley e Huras per far nomi) imparando il mestiere. Si è fatto le ossa nelle leghe minori per poi portare il Friborgo ad una finale e due semifinali. Sa cosa significa faticare per arrivare ed è con questo messaggio che dovrà convincere l'Ambrì che la stagione appena iniziata non è già finita.
L'Ambri ha qualità direttamente proporzionali ai suoi difetti. Attacca bene con quattro blocchi e sin qui con gli stessi blocchi difende male, vuoi per limiti dei singoli, vuoi per amnesie di gruppo nel proprio terzo e in zona neutra. L'Ambri - e questa è la colpa principale che si può imputare a Pelletier - ha special teams disastrosi, terreno sul quale l'hockey moderno spesso misura la bontà del lavoro di un allenatore. La missione di Kossmann non sarà tanto quella di motivare un gruppo che sin qui mai ha mollato, ma quella di trovare una nuova via alla difesa, sia in cinque contro cinque che in box play, una via che comprenda le stesse ripartenze, sovente pericolose, di queste prime giornate.
La squadra ha potenziale per crescere e se accetterà di far quadrato attorno al nuovo tecnico potrà lottare ancora per i playoff. Il sospetto è che lo avrebbe fatto anche con e per Serge Pelletier, vittima di quel vento del cambiamento che ha spazzato il Ticino nelle ultime giornate.
P.S. Anche quest'anno Giroux chiuderà attorno alle trenta reti. Si accettano scommesse.

