Reduce da un’altra settimana all’insegna della continuità nel gioco e nei risultati, l’Ambrì può essere soddisfatto del cammino intrapreso sin qui in campionato, ma deve guardare con discreta preoccupazione al proprio futuro. Sì, perché la compagine biancoblù si trova nella paradossale situazione in cui, a dispetto dei risultati incoraggianti (1,4 punti a partita), c’è ancora molto su cui lavorare. Il grande rendimento del powerplay è destinato a scendere, così come l’efficacia offensiva in generale (25% contro il Bienne!) e contro il Berna sono già arrivate le prime avvisaglie. Occorrerà procurarsi più occasioni, occorrerà trovare il modo di giocare di più il disco senza prestare il fianco alle ripartenze avversarie, occorrerà subire meno tiri. L’equilibrio è sottile.
** Janne Juvonen: non fa quasi mai parate spettacolari, di quelle che poi fanno il giro del mondo, però ne fa parecchie… e decisive. Arrivano tanti tiri contro la sua porta, molti dei quali di facile gestione, ma contro il Bienne e contro il Berna continua ad essere un solido baluardo.
*Jakob Lilja/Dario Bürgler: dal casco giallo al miglior marcatore. Lilja, lo straniero più insospettabile, se lo è messo in testa contro il Berna, in una serata in cui è stato anche top scorer del campionato. Lavoro a tutta pista e un grande contributo offensivo. Bürgler segna ormai con regolarità come lo scorso anno: 35 anni e non sentirli!
- Inti Pestoni: manca continuità nel suo apporto offensivo in termini prettamente numerici. Sul ghiaccio la sua presenza e quella della sua linea si fa notare. Dovrebbe essere dunque solo questione di tempo.
-- Occasioni create/Tiri in porta: è il punto dolente dell’Ambrì di questo avvio di stagione. Il massimo rendimento con il minimo sforzo non è una strategia pagante sul lungo periodo e non è certamente quello su cui punta lo staff di Cereda. Occorre trovare il modo di impensierire di più l’avversario: la fortuna fa presto a girare e da lì è un attimo smarrire anche la fiducia.






