di Piergiorgio Giambonini
Il capobranco dei ticinesi a Davos è tornato. Il calvario imposto a Grégory Sciaroni dagli infortuni è durato, passando da un paio di rientri durati troppo poco, addirittura tredici mesi. Dal 15 ottobre dello scorso anno al 15 novembre di quest’anno, più che giocare (appena una dozzina di partite) l’attaccante bellinzonese ha sofferto e stretto i denti in seguito allo strappo dei legamenti della caviglia sinistra e poi – non senza passare da uno strappo pure alla coscia rimediato alla prima partita disputata alla Coppa Spengler… – per le conseguenze dello stesso e la successiva operazione primaverile.
Il capobranco dei ticinesi a Davos è tornato, e tutto l’HCD si rallegra di aver ritrovato quello che, in barba ai suoi appena 25 anni, è uno dei leader della squadra di Arno Del Curto. Una squadra all’interno della quale negli ultimi anni è appunto cresciuta una sorta di “colonia ticinese”. Un po’ per caso, ma soprattutto per volontà e scelte ben precise del carismatico coach grigionese, che ha decisamente preso l’abitudine di andare a prelevarli in giovane o addirittura giovanissima età.
E che in una recente intervista rilasciata al “Giornale del popolo” ha avuto modo di ricordare e sottolineate quanto segue: “Devo ammettere che inizialmente non credevo che i ticinesi, e i latini in generale, fossero così dediti al lavoro. Pensavo che seguissero di più la via della “dolce vita”, e invece mi sono dovuto ricredere: sono dei giocatori modello”. Parole, appunto, di Arno Del Curto.
Grégory Sciaroni e i ticinesi di Davos (06.10.2014)
RSI Sport 05.12.2014, 01:00
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I ticinesi dell'HC Davos

