Campioni non si diventa cosi per caso e il Davos si è guadagnato il titolo dimostrando sul campo di avere quelle caratteristiche da prima della classe. Costanza, concretezza e organizzazione sono stati i punti di forza di questa squadra che per tutta la durata del campionato ha saputo vincere nei momenti topici. Sicuramente il gioco del Davos è frutto di qualcosa in più, di quella cultura sportiva che ha caratterizzato da sempre l’hockey dei grigionesi.
La gestione della prima squadra e del suo settore giovanile sono certamente invidiate da tutte le altre società di Lega Nazionale, oltre a ciò va considerata anche la sana amministrazione finanziaria del club che garantisce l’afflusso di capitali, e quindi, la possibilità di garantire l’arrivo di rinforzi di un certo livello. Senza nulla togliere ovviamente al “guru” Arno del Curto, che da oltre due decenni ha affinato lo scouting, fondamentale per tenere sotto controllo i giovani talenti rossocrociati e sfruttarne il potenziale.
I gialloblù hanno saputo infine interpretare al meglio l’evoluzione dell’hockey svizzero adattando il proprio gioco alla crescente rapidità di esecuzione che nei playoff ha raggiunto livelli straordinari tanto da costringere gli ex campioni in carica ad alzare bandiera bianca in appena cinque partite.
Il commento di Lorenzo Boscolo (Rete Uno Sport 12.04.2015, 10h00)
RSI Sport 12.04.2015, 12:19
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NL A, il servizio su Reto Von Arx (Sport Non Stop 12.04.2015)
RSI Sport 12.04.2015, 14:49

