Hockey

La fragilità delle ticinesi

Qualche riflessione suggerita dal weekend

  • 06.10.2014, 10:33
  • 4 maggio, 13:44
Poteva andar peggio, poteva andar meglio...

Poteva andar peggio, poteva andar meglio...

  • TiPress
Di: RSI Sport 

di Piergiorgio Giambonini

Se proprio dobbiamo scegliere un unico aggettivo per definire quanto mostrato nello scorso weekend dal tandem hockeistico ticinese, quello più… riassuntivo ci sembra allora essere “fragile”. Il bilancio a livello di punti è quello che è, assai modesto insomma: 3 punti l’Ambrì che rimane così – per quanto virtualmente –sotto la linea, 2 punti il Lugano che si vede scappare il Davos 2o ma potenzialmente leader.

Incapaci (o comunque non all’altezza) i biancoblù dapprima di gestire da veri padroni di casa i primi due periodi del derby, e poi di difendere il vantaggio trovato addirittura a tre riprese a Friborgo. Fragilità, appunto, anche se poi la sconfitta è arrivata solo ai rigori. Ma in generale alla squadra di Pelletier continua a mancare l’esplosività offensiva, a cominciare dal fondamentale tandem Aucoin-Giroux, la cui unica costanza finora è stata… l’incostanza sull’arco dei 60 minuti di ogni singola partita.

Incapaci (o comunque non all’altezza) i bianconeri dapprima di continuare a gestire fino in fondo un derby che avevano ipotecato in poco più di mezzora (2-0 al 25’, 4-1 al 33’) per poi perderlo in avvio di overtime e addirittura con l’Ambrì in inferiorità numerica; ed incapaci la sera dopo di entrare “comme il faut” in partita contro lo Zugo, tanto da ritrovarsi sotto di due gol dopo neanche 4 minuti di gioco. E pensare che al ritorno dalla Leventina, alla una di notte, Fischer aveva trattenuto la squadra nello spogliatoio della Resega per un’analisi di quanto successo poche ore prima, e di quanto non sarebbe più dovuto succedere. E invece...

Fragili, appunto, Ambrì e Lugano, per quanto evidentemente in maniera e su basi diverse. E dunque con ancora interessanti quanto indispensabili margini di crescita: soprattutto di continuità sui 60 minuti i biancoblù, soprattutto di disciplina difensiva i bianconeri (15 gol incassati nelle ultime quattro partite!).

Altra annotazione significativa legata al fine-settimana del Lugano: Fischer sta continuando a ritoccare e “sperimentare” in corsa un po’ in tutte le linee, ma la squadra rimane eccessivamente dipendente dalle “magìe” dei due artisti svedesi. Oltretutto tra venerdì e sabato Pettersson ha sì portato a quota 11 il suo bottino personale di reti, ma ne ha pure combinata qualcuna di troppo. Addirittura, entrambe le sconfitte sono appunto conseguenza di errori commessi dal top-scorer in fase offensiva. E cioè: il disco perso in superiorità numerica all’inizio dell’overtime del derby di venerdì, e poi la bastonata/penalità con cui sabato contro lo Zugo al 59’36” ha cercato di rimediare ad un’altra sua svista in attacco e con i bianconeri a cinque contro quattro. Due errori pagati entrambi, come detto, con la sconfitta.

Chiudiamo con due annotazioni statistiche. La prima: nelle prime 9 giornate solo i difensori del Losanna (0 gol) hanno segnato meno di quelli del Lugano (1, Vauclair) e dell’Ambrì (2, Birbaum e Chavaillaz).

L’altra: l’HCAP in appunto 9 partite è già andato cinque volte oltre il 60’, per un bilancio di una vittoria (derby) nel’overtime, e di 2 successi e 2 sconfitte ai rigori. Di rigori i biancoblù ne hanno segnati in totale 4 su 14 (Aucoin e Hall 2 a testa). Da parte sua il Lugano ha un un 2 su 2 ai rigori (5 segnati su 14, Klasen 3 e Petterson 2) e uno 0 su 2 nell’overtime.

Ora qualche giorno di pausa e di riflessione. Si torna in pista venerdì con Kloten-Lugano e Bienne-Ambrì-Piotta. Poi sabato serata casalinga, con lo Zurigo alla Resega e il Ginevra alla Valascia.

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NL A, il punto sul campionato (Domenica Sportiva 05.10.2014)

RSI Sport 05.10.2014, 21:47

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