di Piergiorgio Giambonini
Se proprio dobbiamo scegliere un unico aggettivo per definire quanto mostrato nello scorso weekend dal tandem hockeistico ticinese, quello più… riassuntivo ci sembra allora essere “fragile”. Il bilancio a livello di punti è quello che è, assai modesto insomma: 3 punti l’Ambrì che rimane così – per quanto virtualmente –sotto la linea, 2 punti il Lugano che si vede scappare il Davos 2o ma potenzialmente leader.
Incapaci (o comunque non all’altezza) i biancoblù dapprima di gestire da veri padroni di casa i primi due periodi del derby, e poi di difendere il vantaggio trovato addirittura a tre riprese a Friborgo. Fragilità, appunto, anche se poi la sconfitta è arrivata solo ai rigori. Ma in generale alla squadra di Pelletier continua a mancare l’esplosività offensiva, a cominciare dal fondamentale tandem Aucoin-Giroux, la cui unica costanza finora è stata… l’incostanza sull’arco dei 60 minuti di ogni singola partita.
Incapaci (o comunque non all’altezza) i bianconeri dapprima di continuare a gestire fino in fondo un derby che avevano ipotecato in poco più di mezzora (2-0 al 25’, 4-1 al 33’) per poi perderlo in avvio di overtime e addirittura con l’Ambrì in inferiorità numerica; ed incapaci la sera dopo di entrare “comme il faut” in partita contro lo Zugo, tanto da ritrovarsi sotto di due gol dopo neanche 4 minuti di gioco. E pensare che al ritorno dalla Leventina, alla una di notte, Fischer aveva trattenuto la squadra nello spogliatoio della Resega per un’analisi di quanto successo poche ore prima, e di quanto non sarebbe più dovuto succedere. E invece...
Fragili, appunto, Ambrì e Lugano, per quanto evidentemente in maniera e su basi diverse. E dunque con ancora interessanti quanto indispensabili margini di crescita: soprattutto di continuità sui 60 minuti i biancoblù, soprattutto di disciplina difensiva i bianconeri (15 gol incassati nelle ultime quattro partite!).
Altra annotazione significativa legata al fine-settimana del Lugano: Fischer sta continuando a ritoccare e “sperimentare” in corsa un po’ in tutte le linee, ma la squadra rimane eccessivamente dipendente dalle “magìe” dei due artisti svedesi. Oltretutto tra venerdì e sabato Pettersson ha sì portato a quota 11 il suo bottino personale di reti, ma ne ha pure combinata qualcuna di troppo. Addirittura, entrambe le sconfitte sono appunto conseguenza di errori commessi dal top-scorer in fase offensiva. E cioè: il disco perso in superiorità numerica all’inizio dell’overtime del derby di venerdì, e poi la bastonata/penalità con cui sabato contro lo Zugo al 59’36” ha cercato di rimediare ad un’altra sua svista in attacco e con i bianconeri a cinque contro quattro. Due errori pagati entrambi, come detto, con la sconfitta.
Chiudiamo con due annotazioni statistiche. La prima: nelle prime 9 giornate solo i difensori del Losanna (0 gol) hanno segnato meno di quelli del Lugano (1, Vauclair) e dell’Ambrì (2, Birbaum e Chavaillaz).
L’altra: l’HCAP in appunto 9 partite è già andato cinque volte oltre il 60’, per un bilancio di una vittoria (derby) nel’overtime, e di 2 successi e 2 sconfitte ai rigori. Di rigori i biancoblù ne hanno segnati in totale 4 su 14 (Aucoin e Hall 2 a testa). Da parte sua il Lugano ha un un 2 su 2 ai rigori (5 segnati su 14, Klasen 3 e Petterson 2) e uno 0 su 2 nell’overtime.
Ora qualche giorno di pausa e di riflessione. Si torna in pista venerdì con Kloten-Lugano e Bienne-Ambrì-Piotta. Poi sabato serata casalinga, con lo Zurigo alla Resega e il Ginevra alla Valascia.
NL A, il punto sul campionato (Domenica Sportiva 05.10.2014)
RSI Sport 05.10.2014, 21:47

