Hockey

Le cifre che accompagnano il Lugano

Considerazioni a quattro partite dalla fase finale

  • 15.02.2016, 11:21
  • 4 maggio, 15:08
La panchina bianconera

La panchina bianconera

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Piergiorgio Giambonini

Sono le due cifre della settimana. Cifre che accompagnano, che devono accompagnare ogni genere di analisi e di valutazione sul conto di un Lugano che anche quest’anno sembra avviarsi ai playoff senza sufficienti certezze, se non quella di essere - probabilmente – la miglior squadra di centro classifica.

Le due cifre, dunque: 17 partite giocate in stagione contro le prime quattro della classifica, e appena quattro vittorie. E questo, prima e dopo il cambio di allenatore, ed al di là pure delle contingenze del momento, degli infortuni, delle relative assenze e di quant’altro. Perché se sull’arco di cinque mesi non riesci quasi mai a battere le teste di serie, significa che non vali quanto loro; significa che il tuo quinto posto è in tutto e per tutto realistico, e significa allora che per andare quindi oltre i quarti di finale, a partire dal 3 marzo non potrà bastare quello che si è fatto e che si è ottenuto finora.

Ultimo in solitaria il 20 ottobre, l’ultima sera di Patrick Fischer, con Doug Shedden il Lugano ha cambiato marcia, e questo è indiscutibile. Da allora ha quasi raddoppiato la sua media di punti a partita, salita da poco più di uno a quasi due. E considerando solo le 29 partite giocate dopo l’arrivo di Shedden, il Lugano sarebbe secondo assieme allo Zurigo, e alle spalle del Ginevra. Eppure, il Lugano non riesce a tenere il passo delle migliori quattro. Quattro su 17, si diceva, passando dall’uno su sette di Fischer, al tre su dieci di Shedden. E con un ancor più allarmante uno su dieci complessivo in trasferta.

A meno-4 dai playoff, un cambio di marcia è assolutamente indispensabile a tutta pista. Partendo dall’assetto difensivo, chiaro, in funzione anche e soprattutto dei rientri dei vari Ulmer, Furrer e Chiesa, per arrivare alla scelta dei quattro attaccanti stranieri. Scelta che di fatto sembra ridursi a chi mandare in tribuna tra Lapierre e Stapleton. Già, perché voler separare i tre svedesi era già costato la testa a Fischer. E Shedden lo sa benissimo, ragione per cui le soluzioni dovrà trovarle, con tutta probabilità, dalla seconda linea in giù. Augurandosi, dunque e comunque, che a partire da venerdì prossimo le lune di Linus Klasen restino sempre e solo piene, a illuminare ed ispirare il più a lungo possibile il cielo primaverile sopra la Resega.

immagine
02:16

NL A, il punto sul Lugano (Sportsera 13.02.2016)

RSI Sport 13.02.2016, 22:55

immagine
31:15

NL A, il punto sul campionato con Elias Bianchi e Alessandro Chiesa (Sportsera 13.02.2016)

RSI Sport 14.02.2016, 00:24

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Sport

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare