dall'inviato a Parigi Luca Pedroni
La Svizzera è una nazione piccola, di soli 8 milioni di abitanti, ma quando c'è la Nazionale di mezzo è capace di essere una delle più grandi del mondo. La dimostrazione si è avuta ancora una volta ieri attorno all'Arena dove si stanno svolgendo i Campionati del Mondo di hockey su ghiaccio. Fin dal primo pomeriggio la marea rossocrociata ha infatti atteso all'esterno dell'impianto la grande sfida serale con il Canada; tutti uniti per una sola missione: vedere trionfare la propria nazione.
La nostra Confederazione a volte è un po' litigiosa. Le aree linguistiche principali si rispettano, si amano, ma altrettante volte si punzecchiano, con l'interiore certezza di essere ognuna migliore dell'altra. C'è però una cosa che unisce tutti, che trascina gli svizzero tedeschi a fare un brindisi con i romandi, i ticinesi a sventolare la propria bandiera con quella del Canton Berna, ed è la Nazionale.
Quando in pista scende la "Nati" ecco che la fierezza di essere svizzeri sorpassa ogni divisione. Tutti uniti per una sola missione, con il cuore che batte e la voglia di essere lì sul ghiaccio, a spingere i giocatori, a far giocare la squadra come se fosse sempre in powerplay. Quanto sia fiero il popolo svizzero dei suoi colori, della sua Nazione lo dicevano le parole e gli occhi di Paolo Duca ieri prima del match. Occhi che avevano il fuoco dentro, che avrebbero voluto entrare nello spogliatoio, vestirsi e travolgere il Canada. Chi vi scrive ha avuto la fortuna di vederli in prima persona, ed erano anche quelli di migliaia di appassionati. Ed erano proprio bellissimi.
Legato a Canada-Svizzera del 13.05.2017, 20h15.

