di Davide Vidoroni
Si potrebbero utilizzare mille numeri per raccontare la regular season NHL che si è conclusa domenica. Noi preferiamo farlo con i nomi.
Il primo – e non poteva essere altrimenti – è quello di Patrick Kane. L’attaccante dei Chicago Blackhawks sta vivendo, a 27 anni, la stagione della definitiva consacrazione. Il giocatore già fortissimo e vincente degli scorsi anni si è trasformato in un’arma letale in grado di terrorizzare un intero campionato con 46 reti e 106 punti. E per la prima volta nella storia un ragazzo nato negli Stati Uniti si è piazzato al primo posto della classifica marcatori. Capitolo gol: si è temuto fino all’ultimo di non avere un uomo da 50 reti. Poi, come sempre, è arrivato Alex Ovechkin che ha superato il traguardo per la settima volta in carriera. Meglio di lui solo Mike Bossy e Wayne Gretzky. Non serve aggiungere altro.
E senza parole si rimane di fronte alle imprese dell’eterno Jaromir Jagr che, a 44 anni suonati, ricorda a tutto il mondo di essere il terzo marcatore di sempre e piazza 27 gol e 66 punti. Trascinati dal ceco e dalle parate del 37enne Roberto Luongo, i Florida Panthers sono tornati ai playoff dopo un digiuno di tre stagioni. E non dimentichiamo gli 82 punti di Joe Thornton. I vari Panarin, Eichel e McDavid non si illudano, la NHL è ancora un paese per vecchi.

