Da qualche settimana Patrick Fischer è senza il Lugano, senza una squadra, ma con la speranza di approdare sulla panchina della Nazionale. Il 40enne ha conosciuto per la prima volta in carriera le sensazioni legate ad un esonero, ma in questi giorni è comunque sereno. "Sto bene - dice il l'ex coach bianconero - anche se chiaramente mi manca l'hockey, mi manca la squadra e mi manca la routine di ogni giorno. La parte bella dell'essere licenziato invece è avere la possibilità di rilassarsi un po' e di passare più tempo in famiglia".
"A fare la differenza, di solito, dovrebbero essere i giocatori migliori..."
Patrick Fischer
Si dice che a far licenziare Patrick Fischer siano stati i giocatori... "Non mi hanno fatto fuori loro, semplicemente abbiamo perso troppe partite, soprattutto fuori casa, e questo è successo perché in alcuni momenti ci sono mancati coloro che avrebbero dovuto essere i leader della squadra. Se con alcuni elementi abbiamo usato la frusta è perché volevamo che diventassero dei giocatori migliori, per aiutarli. Damien Brunner, ad esempio, è come un fratello per me, volevo farlo crescere per farlo diventare, un giorno, il capitano del Lugano".
"Speravo che la società avesse più pazienza - prosegue il 40enne - perché avevamo iniziato un processo di cambiamento che non era ancora concluso. L'obiettivo era avere la squadra pronta per la fine della stagione, visto che l'anno passato ci eravamo fatti trovare impreparati proprio nella fase decisiva del campionato".
Patrick Fischer (15.11.2015)
RSI FaceOff 15.11.2015, 11:30

