Cereda dà indicazioni in panchina
Cereda dà indicazioni in panchina (Ti-Press)

Più mascherine, meno sciarpe e bandiere

In Ticino pure l'hockey si adegua, un Ambrì sperimentale supera i Rockets

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di Ariele Mombelli

Se n'era andato inconsciamente in una serata di un freddo 29 febbraio, quando l'Ambrì si impose per 4-1 alla Cornèr Arena in un derby che consegnò comunque un posto nelle prime otto al Lugano. Se n'è tornato esattamente 160 giorni più tardi, in un caldissimo 8 agosto di piena estate, con gli stessi biancoblù capaci di battere per 3-1 i Ticino Rockets. In mezzo una crisi sanitaria: niente playoff, niente campione, niente retrocessione/promozione ma tante, tantissime incertezze. Se ne uscirà? In attesa di conoscere le nuove disposizioni del Consiglio Federale e della SIHF poi, l’hockey in Ticino è ancora vivo ed è tornato a scaldare il cuore degli appassionati, o perlomeno dei 600 spettatori presenti oggi alla Raiffeisen BiascArena.

Il coronavirus

Meno sciarpe e bandiere, più mascherine e disinfettante. Dovesse riprendere con più o meno pubblico, l'hockey svizzero sarà con ogni probabilità costretto a seguire questa via. Lo ha fatto forse per la prima volta proprio a Biasca, dove gli spettatori sono stati fatti fluire in pista da tre diversi punti d'accesso, evitando così interminabili code (causa distanza sociale, più che per il numero di persone) dalla porta principale. Come detto, sono stati qualche centinaio i privilegiati che hanno potuto assistere alla prima uscita stagionale dell'Ambrì e che lo faranno domani per l'incontro del Lugano. Tra questi non c'erano i ragazzi della Curva Sud. Sarà per il contact tracing?

La partita

Come logica vuole per una squadra di categoria superiore è l’Ambrì ad imporre il suo ritmo alla contesa. Seppur alla ricerca delle migliori sensazioni e della giusta alchimia, gli uomini di Cereda provano a portare in pista quell’intensità tanto cara al loro allenatore. E quando ci riescono mettono sovente alle corde i Rockets, infarciti oltretutto di diversi nuovi giovani alla ricerca di un contratto per la prossima stagione. Resta il fatto che la partita i biancoblù non riescono mai a chiuderla nonostante un netto dominio nel computo dei tiri e la decidono solo a 53" dalla fine a porta vuota con Trisconi. Bravi comunque gli uomini di Landry a mettere in pista tanta energia e voglia di fare.

I nuovi volti

In attesa di vedere all’opera Daniele Grassi, vero colpo sul fronte del mercato svizzero e il cui rientro avverrà a fine agosto, c’era molta attesa nei confronti di Julius Nättinen, chiamato per volontà e sogni a non far rimpiangere Kubalik. Accompagnato da un buon pattinaggio e da un ottimo tiro, il finlandese non parrebbe quel giocatore esplosivo e letale che era Kubalik, piuttosto un attaccante più completo e ordinato. Resta comunque difficile, visto il contesto da classica sgambata, valutare gli altri singoli, come Hächler, Z.Dotti e Horansky. Si è invece fatto trovare pronto quando chiamato in causa Ciaccio tra i pali.

 
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