Dall'inviato a Parigi Luca Pedroni
In vista del secondo impegno mondiale contro la Norvegia Patrick Fischer dovrà ripartire dai primi 38' di partita disputata contro la Slovenia, perché quanto proposto in seguito sembrava la ripetizione dell'esordio degli ultimi 2 anni, con le sconfitte maturate contro Austria e Kazakistan. Sul 4-0 i rossocrociati hanno infatti tolto il piede dall'acceleratore, scivolando rapidamente al livello dell'avversario, che a quel punto non si è fatto pregare per colpire.
Come ha giustamente dichiarato l'allenatore le penalità degli ultimi minuti hanno influito sull'andamento del confronto, ma queste situazioni di inferiorità numerica sono il risultato di un atteggiamento troppo passivo. Le prime avvisaglie del possibile pasticcio sono apparse già nel secondo periodo, con Diaz e compagni che hanno iniziato a sbagliare diversi passaggi e a concedere alla Slovenia il controllo del disco. Il calo è quasi costato una partita che invece doveva essere già in tasca.
Ora li attende la Norvegia, un avversario alla portata degli elvetici e una sfida da vincere. Per accedere ai quarti, l'obiettivo minimo dichiarato dalla Federazione, questa squadra deve raccogliere punti ovunque, ma soprattutto con le cosiddette "piccole". La truppa agli ordini di Fischer ha le qualità e la capacità di mettere in difficoltà chiunque, è vero, ma solo se gioca al massimo delle sue possibilità per l'intera durata del confronto. Le distrazioni lasciamole a Russia e Canada, che (a volte) possono permettersele...
Legato a Svizzera-Slovenia del 06.05.2017, 12h15.

