di Giampaolo Giannoni
"Sa vedum chi martedì sira..." Il tifoso leventinese è fatto così, fatalista per natura, talmente abituato alle cicatrici che la storia ha lasciato sulla sua pelle che alle nuove ferite che ancora stillano sangue non fa nemmeno caso. Ed allora in quel "ci rivediamo martedì" sussurrato a mezza voce tra i corridoi della tribuna ed il bancone del Güs c'era la consapevolezza che magari tutto finirà stasera nella città delle rose e del circo, perché l'Ambrì è capace di tutto, perdere malamente in casa e rifarsi alla grande quando meno te lo aspetti. Il tifoso la giacca pesante l'ha lasciata li, appesa vicino alla porta, pronta per martedì, ma allo stesso tempo ha anche tirato fuori i bermuda dalla naftalina, pronto a festeggiare le vacanze.
Per conquistarle servirà una prestazione facsimile a quella di martedì e non... fucksimile a quella di giovedì. Pattinare di più, avere più grinta nel difendere e conquistare il disco, ripartire veloci e determinati, essere più concreti e cattivi sotto gabbia. Lo sa Pelletier, lo sanno i giocatori, sanno cosa va fatto e sanno di poterlo fare.
Mancheranno i top scorer, Giroux da una parte, Danielsson dall'altra. Chi ci perde lo dirà il ghiaccio che svelerà anche la scelta tattica leventinese (scontato il 2+2 per Eldebrink). Giuste le sanzioni, anche se arbitri con minori problemi di diottrie avrebbero sanzionato il primo intervento, cancellando di conseguenza dalla storia del confronto la reazione stupida di Giroux e la conseguente squalifica dell'attaccante leventinese. Ma di arbitri e arbitraggio, di giudici unici (e irripetibili...) si è già detto e scritto fin troppo in questa stagione.
Che a parlare sia il ghiaccio dunque, che vinca il migliore. L'hockey è uno sport onesto - per citare ancora Patrick mi fischiano le orecchie Fischer - ed è per questo che giovedì ha vinto il Rapperswil.

