Hockey

Storie di infortuni seriali

Primo piano hockey: quando la sfortuna si accanisce

  • 16.10.2014, 12:56
  • Ieri, 13:46
Peter Guggisberg riparte quest'anno da Kloten

Peter Guggisberg riparte quest'anno da Kloten

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Di: RSI Sport 

di Piergiorgio Giambonini

S’usa dire che la fortuna è cieca, ma che la sfortuna (leggi pure sfiga) ci vede benissimo. Ed è appunto ai più sfortunati, o meglio ai più… infortunati, che dedichiamo questo nostro “primo piano”. Una serie di giocatori che con i guai fisici hanno un rapporto particolarmente sofferto e costante, dal quale sarà anche vero che – come spesso ripetono i diretti interessati – escono ogni volta più forti soprattutto sul piano mentale, ma che lascia, inevitabilmente, segni molto pesanti.

E allora, prima di ricordare gli attuali “calvari” di Simon Moser e del ticinese Grégory Sciaroni, ripercorriamo quelli percorsi negli anni da altri sette giocatori di NL A tuttora attivi o comunque sotto contratto, che altrimenti la lista sarebbe molto ma molto più lunga (e un nome per tutti, legato al recente passato, sarebbe allora quello di Erik Westrum). E cominciamo dai tre nazionali di lunghissima data che nel corso della loro carriera hanno avuto a che fare soprattutto con una lunga serie di più o meno pesanti commozioni cerebrali. Carriera che, a 38 anni compiuti, rischia di essere definitivamente conclusa per Sandy Jeannin. Dopo tre stagioni su quattro già condizionate da vari colpi alla testa rimediati tra il 2009 e il 2013, lo scorso inverno l’ex capitano del Lugano e poi del Friborgo gioca appena 10 partite, l’ultima delle quali a metà gennaio. Tutti inutili i successivi tentativi di tornare sul ghiaccio o anche solo ad allenarsi fisicamente, e una situazione che al momento sembra dunque lasciargli ben poche speranze di riuscirci.

Le commozioni cerebrali sono una pesante costante anche nel percorso dei due Julien, Vauclair e Sprunger. Il difensore del Lugano è a quota 7 negli ultimi sei anni, le ultime due delle quali – ed entrambe gravi – accusate all’inizio (a firma Holden) rispettivamente alla fine (contro la Cechia in una pre-Mondiale) della scorsa stagione. Anche l’attaccante del Gottéron è a quota 7, e pure per lui le ultime due – rimediate entrambe nelle amichevoli primaverili con la Nazionale – sono molto pesanti, nel 2009 e di nuovo nel 2012. Seguite poi nel corso delle ultime semifinali dei playoff da una fissura al perone.

In questi ultimi anni sono state per contro le ginocchia a creare moltissimi problemi ed altrettante sofferenze ad altri due nazionali, ovvero Steve Hirschi e Peter Guggisberg. Tra la primavera del 2006 (dopo la conquista del titolo) e quella del 2012 il difensore del Lugano viene operato addirittura sei volte al ginocchio sinistro per ripetuti problemi alla cartilagine, perdendo – tra l’altro – in pratica l’intero campionato 2008-09 e tutto l’autunno 2012. In seguito nel 2013 Hirschi subisce un’artroscopia all’anca a fine maggio e a cavallo di Natale perde un mese di regular season a causa del ginocchio stavolta destro!

Lo seguono a ruota, ahiloro, il già citato Peter Guggisberg (che, pure lui a causa come detto delle ginocchia, ma nel suo caso dei legamenti, rimane fermo a più riprese e tra l’altro ininterrottamente da fine gennaio 2011 a metà settembre 2013!), Brady Murray (fresco di ennesimo infortunio, e sempre a mani, polsi e avrambraccia, dal 2010-11 tre stagioni “a metà” e una saltata del tutto) e Jérémy Gailland (pubalgia cronica, menisco, caviglia: a partire dal 2010 può giocare da un minimo di 4 a un massimo di 11 partite a stagione, ora è fresco di “taglio” a Bienne e, a 26 anni, prova a ripartire da Martigny).

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Gli incubi di Erik Westrum (Il Quotidiano 05.02.2013)

RSI Sport 08.10.2014, 18:21

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