Le commozioni cerebrali stanno diventando sempre più frequenti e sempre più gravide di conseguenze nell'hockey su ghiaccio. C'è chi, come l'ex attaccante dell'Ambrì Erik Westrum, ha addirittura dovuto appendere i pattini al chiodo dopo aver subito a più riprese questo tipo di infortunio.
"I sintomi sono come quelli della depressione"
Erik Westrum
C'è invece chi, fortunatamente, nonostante le parecchie commozioni cerebrali subite in carriera può ancora giocare. È il caso di Julien Vauclair, che a causa dei tanti colpi subiti alla testa ha però dovuto rimanere a lungo ai box, saltando anche i Mondiali del 2014 in Bielorussia.
"Dobbiamo assolutamente cambiare la mentalità di tutti"
Julien Vauclair
Più che curate, le commozioni cerebrali devono essere prevenute. Per riuscirci, è necessario che tutti, dai giocatori agli allenatori, cambino la loro mentalità, aumentando il rispetto per l'avversario ed evitando i colpi sporchi. Cose, queste, che devono essere insegnate ai bambini sin da quando muovono i loro primi passi sul ghiaccio.
Commozioni cerebrali nell'hockey

