In un mondo sportivo in cui i giocatori stanno sempre con le valigie in mano alla costante ricerca di nuove esperienze o di contratti migliori, le eccezioni suonano sempre come qualcosa di giustamente curioso e anche un po' affascinante. Una di queste è senz'altro la gestione dinastica dei portieri in casa Berna, non tanto perché il testimone passi di padre in figlio, ma per la durata dei regni. Negli ultimi trent'anni sono due infatti gli estremi difensori che si sono succeduti a guardia della gabbia degli Orsi, entrambi ovviamente con il proprio numero appeso sotto le volte della BernArena: il delfino Marco Bührer, ritiratosi lo scorso anno, e il predecessore Renato Tosio, in carica dal 1987 al 2001.
"Ho smesso in un momento alto della mia carriera, a 36 anni, in un periodo in cui però mi dicevo che era meglio farsi da parte", ha dichiarato il 52enne ai microfoni dello Sport Magazine di Rete Uno. Nato a Wil il 16 novembre del 1964, Tosio ha avviato la propria carriera a Coira all'inizio degli anni '80, prima di approdare nella capitale federale e raggiungere lì il pensionamento.
"Nelle parite che seguo, ho sempre un occhio di riguardo per le prestazioni dei portieri"
Renato Tosio
Dal carattere istrionico, molto attivo in pista a parlare con compagni ed avversari, il numero 31 vanta un curioso primato: tra il 26 febbraio 1985 e il 20 marzo 2001 ha infatti disputato 732 partite di NL A senza mai marcare assenza per malattia o infortunio. "L'unica volta che ho rischiato è quando è nata la mia primogenita. Sono arrivato alla pista alle 19h30, appena in tempo per mettere l'attrezzatura e andare a fare il mio lavoro. Era contro il Lugano e abbiamo perso per 4-2", ha detto con ironia il portiere stacanovista.
Il servizio con Renato Tosio (Rete Uno Sport Magazine 23.01.2017)
RSI Sport 23.01.2017, 18:34
Contenuto audio

