Hockey

Una vittoria non fa primavera

Contro la Finlandia si impone un salto di qualità

  • 15.05.2014, 10:48
  • 4 maggio, 13:20
La Svizzera ha scavalcato il primo ostacolo

La Svizzera ha scavalcato il primo ostacolo

  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall’inviato Piergiorgio Giambonini

MINSK È arrivato, finalmente, il sole. E con il sole è arrivata, finalmente e soprattutto, la prima vittoria rossocrociata (dopo, nota bene, qualcosa come 6 sconfitte consecutive, amichevoli comprese!). Ma certo non basta questo per fare primavera nel nostro soffertissimo Mondiale: perché la Germania la si è battuta soffrendo, e perché – risultati e classifica alla mano - il nostro torneo è appena iniziato, con tre partite e sei giorni appunto di ritardo. Meglio tardi che mai, certo: perché se non fosse iniziato, sarebbe già finito… Il che non ci permette comunque di dimenticare che quello vinto 3-2 contro i tedeschi era pur sempre solo il… 64o di finale del nostro Mondiale, e che ora ci aspetta il 32o contro la Finlandia, e poi se del caso arriveranno altri due “turni” contro Kazakistan e Lettonia. Tutto questo prima dei playoff veri: quarti di finale e via giocando.

Così è, che piaccia no: perché questo è il prezzo da pagare non tanto alle sconfitte contro le “teste di serie” Russia e USA, quanto evidentemente a quella offerta su un piatto di tolla alla Bielorussia. Tre sconfitte in entrata, tra l’altro, la Svizzera non le subiva dai Mondiali del 1995, poi finiti con la relegazione…

Insomma: non si può più perdere. Certo è, allora, che per non perdere dalla Finlandia non basterà però fare quel che si è fatto contro la Germania. Perché i finnici sono annunciati in crescendo di gioco e di motivazione dopo la loro altrettanto falsa partenza (2-3 all’esordio con la Lettonia e 2-4 con la Russia), e perché il ritmo e il pattinaggio, l’intensità offensiva e la solidità difensiva, la continuità e l’affidabilità che i rossocrociati hanno portato in pista contro i tedeschi, non saranno più sufficienti. Ci vorrà, al di là di ogni dubbio, un ulteriore importante e concreto salto di qualità a tutta pista: molti meno spazi concessi in fase difensiva, e molta più “aggressività” attorno ad entrambe le porte.

Intanto, preso atto della rinuncia di Niederreiter a raggiungere Minsk, ed alla conseguente iscrizione di Ramholt, il materiale a disposizione è quello che è. Lo stesso Ramholt ha esordito perdendo il suo uomo già al terzo cambio, pagando in contanti con l’1-1 germanico, e la sua prima partita al Mondiale (e forse il Mondiale stesso…) è finita lì, dopo 14 minuti di gioco. Poi alla lunga Simpson ha schierato sempre meno pure Grossmann, e si è dunque andati avanti con soli 6 difensori, con Josi costretto all’ennesima maratona, per una media personale ora di 24’24” a partita. Peraltro in perfetto ritmo NHL, visto che oltre oceano nella scorsa regular-season è stato addirittura il 5° difensore con il più alto minutaggio di ghiaccio a serata (26’25”).

Davanti, intanto, continuano i ritocchi e controritocchi: solo la prima linea, in effetti, è rimasta intatta fin dal primo cambio del torneo, mentre contro la Germania si è iniziato con tre terzetti inediti, salvo poi intervenire nuovamente qua e là. La ricerca dei migliori equilibri rimane insomma in pieno cantiere, e questa – a braccetto con un assetto e di uno stile di gioco totalmente irriconoscibili – è una delle enormi differenze rispetto a Stoccolma 2013, dove il Mondiale lo si era iniziato e finito con gli stessi quattro blocchi.

Due volte in vantaggio contro gli USA e poi battuti; due volte in vantaggio contro la Bielorussia e poi di nuovo battuti; due volte in vantaggio contro la Germania, e stavolta, soffrendo, è andata bene. Ma, ribadiamo, contro la Finlandia sarà, dovrà essere, un’altra storia.

01:36

Il servizio di Andrea Torreggiani con Dominik Schlumpf (Rete Uno Sport 15.05.2014, 12h50)

RSI Sport 15.05.2014, 14:51

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