dall'inviato a Herning Federico Fiorito
Lasciare il campo base per scaraventarsi a oltre 300km di distanza non deve essere una cosa facile per la Nazionale. Non lo è stato per noi - che semplicemente la seguiamo, ma che abbiamo dovuto velocemente ritrovare i luoghi dove lavorare - figuriamoci per una piccola comunità di giocatori, allenatori, massaggiatori, preparatori e addetti al materiale come è una squadra di hockey.
Un viaggio dalla Selandia, dove è situata la capitale danese, fino al centro dello Jutland, passando per l’isola di Fionia tramite il ponte sospeso Storebæltsbroen, un’impressionante opera architettonica che attraversa 6'790 metri di mare. Per il resto diversi parchi eolici e campi verdi punteggiati qua e là dal giallo delle coltivazioni di colza in una monotona, piatta, eterna campagna.
Non una trasferta di piacere, insomma, soprattutto per chi dopo due settimane comincia a percepire la totale assenza delle montagne. Detto questo non si vogliono certamente accampare scuse in vista della sfida di stasera - i giocatori sono abituati alle trasferte e i nostri NHLers oltretutto se ne fanno un baffo della ridicola distanza di 300km - però vogliamo lo stesso affidare il nostro (e il loro) "ex voto" a un qualche dio dell’hockey, affinché ci riporti a Copenaghen con ancora due partite da giocare.

Mondiali, in viaggio da Copenaghen a Herning (17.05.2018)
RSI Sport 17.05.2018, 15:51

