Olimpiadi - Hockey

Emerge la forza del gruppo pure nel momento del successo

È il percorso ad aver reso trionfale il bronzo che sembra oro della Svizzera

  • 2 ore fa
  • 51 minuti fa
Müller mostra la maglia della sfortunata Ryhner

Müller mostra la maglia della sfortunata Ryhner

  • Keystone
Di: Ariele Mombelli, inviato

Sta tutta nell’esultanza a fine partita di Alina Müller, il segreto di questa straordinaria impresa della Svizzera. Nel condividere la sua gioia con il pubblico rossocrociato dell’Arena Santa Giulia, la capitana ha sventolato al cielo la maglia di Noemi Ryhner, attaccante dello Zugo costretta ad alzare bandiera bianca a ridosso dei Giochi a causa di un infortunio. Un gesto preparato, certo, ma tutt’altro che scontato da proporre nel bel mezzo dell’esplosione di gioia collettiva di cui è pure stata la principale artefice. Sta dunque tutta in quell’immagine, che sottolinea la forza del gruppo pure nel momento del successo, l’Olimpiade della Svizzera, tornata a mettersi al collo un bronzo che a ben guardare sembra oro.

Già, perché è proprio contro le due inarrivabili strapotenze nordamericane, giunte secondo logica all’ultimo atto, che questa Nazionale ha maturato la consapevolezza di potercela fare e di poter centrare l’unico obiettivo ragionevolmente possibile. Fa quasi strano scriverlo, viste le sconfitte rimediate nella prima fase per 4-0 con il Canada e per 5-0 con gli Stati Uniti, ma così è stato. Perché le prestazioni e i conseguenti risultati, se paragonati a quelli maturati a Pechino 2022 con complessive 20 reti subite, hanno portato con sé quelle certezze di cui le elvetiche avevano bisogno, in primis dal punto di vista difensivo. Ed è stato proprio il percorso, iniziato mostrando un’invidiabile carattere contro la Cechia al debutto, a rendere ancora più entusiasmante il trionfo, passato attraverso quella doppia sfida giocata agli antipodi con la Finlandia che ha dato prova, una volta di più, della forza mentale della squadra.

Sì, perché delle due partite, la Svizzera non ha sbagliato quella che non doveva sbagliare, mettendo in luce una grandissima Brändli prima di insinuare addirittura qualche dubbio nella testa del Canada in semifinale. Ed allora, il già citato gol di una leader indiscussa come Alina Müller nella finalina per il bronzo, risuona come il giusto premio per una squadra che ha dimostrato, attraverso un’unità d’intenti davvero invidiabile, di poter mettere in difficoltà pure le grandi. Non poteva finire che così, l’avventura della Svizzera. A rendere omaggio alle assenti con uno storico bronzo al collo.

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Milano Cortina 2026, la rete decisiva di Alina Müller (LA2 Sport Live 19.02.2026, 14h40)

RSI Sport 19.02.2026, 17:24

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