OLIMPIADI - SCI

L’uomo dei grandi appuntamenti non trema davanti all’Olimpo

Primi Giochi e primo oro per Franjo, Odi paga un programma sovraccarico

  • Oggi, 17:29
L'abbraccio con Marco Odermatt

L'abbraccio con Marco Odermatt

  • Keystone
Di: Federico Fiorito, inviato

C’è chi è uomo dei grandi appuntamenti e c’è chi invece, al momento, non lo è (o lo è in misura minore). Per tre giorni con il sorriso stampato in faccia, con tanta leggerezza, ma anche con grande meticolosità, Franjo von Allmen ha provato la pista Stelvio studiando bene i passaggi chiave e lasciandosi però andare a divertenti acrobazie sull’ultimo salto. Il tutto a beneficio di... volontari e giornalisti, dato che il pubblico è arrivato soltanto oggi a Bormio. Eppure nel giorno della gara sa mangiarsi la neve da cima a fondo, aggredendo la pista e tirando le curve da grande campione. Esce perfettamente dalla Carcentina, è velocissimo nel settore sottostante ed entra come un missile sul salto San Pietro. Non esita mai, è determinato da cima a fondo, e il vantaggio su Marco Odermatt, diventato da una manciata di minuti leader provvisorio, è quasi imbarazzante. Ha vinto l’oro al primo Mondiale, vince l’oro alla prima Olimpiade ed eredita la corona di Beat Feuz. È certamente l’uomo dei grandi appuntamenti.

Settimo a Pechino quattro anni fa, quarto oggi in Valtellina, Marco Odermatt che - ricordiamolo - non è un velocista puro, non riesce a coronare il suo sogno di mettersi al collo l’oro in discesa. Scia bene, non commette grossi errori, ma non crea tanta velocità e allora è costretto a vivere un’altra delusione dopo il secondo posto di Kitzbühel, che lo introduce nell’Olimpiade nel peggiore dei modi. Facendo tre discipline, di cui una, la discesa, con due o tre prove ad ogni appuntamento, il suo programma è sovraccarico rispetto al compagno che, quando ci sono i weekend dedicati a gigante e slalom, può tranquillamente tirare il fiato. E questo è senz’altro un aspetto da non sottovalutare quando ci si avvicina a un grande appuntamento. Ora dovrà digerire il boccone amaro e ritrovare le energie - mentali e fisiche - per affrontare le prossime gare e ritrovare lo smagliante sorriso che siamo abituati a vedere da cinque anni a questa parte.

Derby doveva essere e derby è stato. La velocità dello sci al maschile appartiene a Svizzera e Italia che, con i loro rappresentanti, hanno occupato le prime cinque posizioni della discesa di Milano Cortina 2026. E derby è stato anche sugli spalti e negli spazi dedicati ai tifosi attorno all’arrivo. D’altronde data la vicinanza geografica non ci si poteva aspettare altrimenti. E così all’arrivo di Franzoni e Paris, da una parte si tira un sospiro di sollievo perché Franjo resta lassù nell’Olimpo, mentre si è delusi che Odi e Monney finiscono giù, dall’altra, all’opposto, si gioisce per le medaglie, ma si mastica amaro per la mancata vittoria. E allora l’ovazione più grande, dopo quella ricevuta da Von Allmen da parte della curva rossocrociata, è tutta per Paris che, a quasi 37 anni, sale finalmente sul podio più prestigioso.

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Milano Cortina 2026, il servizio sulla discesa U (Telegiornale 07.02.2026, 20h00)

RSI Sport 07.02.2026, 15:24

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