Tredici come il numero stampato in nero sul petto, tredici come i secondi effettivi di un’Olimpiade sfociata nel dramma. E meno male che non era venerdì… Tutto, superstizione compresa, avrebbe suggerito a Lindsey Vonn di lasciar perdere. D’altronde perché rischiare - e non si parla soltanto di sport - quando la bacheca di casa ha assunto ormai da tempo le dimensioni di un museo? Sarà la presunzione di chi, qui a Cortina, detiene il record di vittorie assolute? Sarà la superbia da star, ben conscia del suo status di Attrazione (volutamente in maiuscolo) sotto i tendoni del Circo Bianco? Oppure, più semplicemente, sarà quell’innata motivazione che spinge i campioni ad infrangere le barriere del senno e della ragionevolezza, muovendosi qua e là da un confine labilissimo chiamato azzardo? Sarà quel che sarà: ciascuno di tali fattori, probabilmente, ha avuto la sua influenza. Fatto sta che mai come questa volta la testa avrebbe dovuto prevalere sul cuore.
“Fragili”, già. Il brano di Arisa e dei Club Dogo, riprodotto quasi beffardamente a fine gara (vogliamo credere nella coincidenza…), sembra sposarsi bene con quest’ultima interpretazione, per cui non esistono limiti dinnanzi al desiderio irrinunciabile di inseguire - sempre e comunque - “quei sogni che non ci fanno dormire”. Così doveva essere anche per Lindsey, che dalla sua, malgrado tutto, aveva pur sempre i cinque podi ottenuti in altrettante libere stagionali. Oltre - in termini di audacia e sfrontatezza - a un modello tutto elvetico: l’impavida discesa di Von Allmen ha dimostrato che sì, talvolta il rischio paga. Ma a 24 anni, e (soprattutto) con due ginocchia in grado di reggere il peso delle proprie scelte, le imprese risultano più accessibili. O meglio, meno inopinate. Se l’idea (malsana già in partenza, aggiungiamo) era quella di ispirarsi più o meno liberamente al bernese, dunque, il fallimento del progetto “Vonn Allmen” scuote e risuona per la sua crudità.
Tant’è che l’acuto della connazionale Breezy Johnson - fatto che meriterebbe una pagina a parte per celebrare i famigerati atleti delle grandi occasioni - è passato inevitabilmente in sordina ai piedi delle Tofane. Giusto una brezza, appunto, una ventata di letizia nel mare di preoccupazioni che avvolgono la compagna. Ed è certo che in quanto a brillantezza - attendiamo conferma tra qualche anno - l’oro della sua medaglia non competerà mai con gli accecanti riflessi di quell’elicottero giallo che, baciato dal sole, si allontanava all’orizzonte trasportando la sventurata, nel timore congiunto di un malinconico, inesorabile addio definitivo. Sventurata o incauta? A voi il giudizio, ma neanche il più valoroso guerriero medievale, per dire, avrebbe intrapreso l’ultima crociata… sprovvisto di crociato.

Milano Cortina 2026, il servizio sulla caduta di Lindsey Vonn (Studio olimpico 08.02.2026)
RSI Sport 08.02.2026, 15:23

Milano Cortina 2026, il servizio sulla discesa D (Studio olimpico 08.02.2026)
RSI Sport 08.02.2026, 15:23




