La tavola è vuota. E ai Giochi invernali non era mai successo. Milano Cortina 2026 capolinea – per ora – di una tradizione iniziata a Nagano 1998, con il bronzo del compianto Ueli Kestenholz in gigante (allora non ancora parallelo) e l’oro di Gian Simmen nell’halfpipe. Certo, a rivedere le immagini, quello era un altro sport, un altro mondo, un’altra era.
E ad onor del vero quest’anno ci è pure mancato poco per allungare la striscia vincente: l’esordiente Noémie Wiedmer ha sfiorato la medaglia nello snowboard cross. Ma sarebbe stata una graditissima sorpresa. E la sostanza non cambia: 12 medaglie in cinque edizioni sino a Sochi, soltanto 2 nelle ultime tre, nonostante il progressivo aumento degli eventi. Lo snowboard non è più un baluardo rossocrociato. A Livigno, nessuna presenza elvetica oltre gli ottavi del parallelo; e nelle specialità acrobatiche, zero svizzeri o svizzere nelle finali di big air, slopestyle e halfpipe, in cui ancora quattro anni fa Jan Scherrer conquistava il bronzo.
Questione innanzitutto di ricambio generazionale: si sta chiudendo un ciclo, e oggi aprirne uno nuovo appare più complicato. Perché nel frattempo lo snowboard è cambiato. È ancora talento puro e divertimento, sì, ma anche molto più lavoro, tecnica e struttura. E in questo campo, altre realtà si sono fatte avanti e hanno messo la freccia, grazie anche a grandi investimenti in termini di programmi di reclutamento, allenamento e infrastrutture. Su tutte, le nazioni asiatiche, in un incontenibile crescendo iniziato a Sochi 2014 e culminato quest’anno nelle specialità più acrobatiche. Giappone, Cina e Corea del Sud si sono presi 13 medaglie su 18, tra halfpipe, slopestyle e big air. A secco però, qui, non solo la Svizzera ma tutta quanta l’Europa, che resiste in parte nel cross, e soprattutto nell’alpino, settore questo che peraltro si interroga sul proprio futuro, anche nel programma olimpico: d’altronde, il campione di gigante, l’austriaco Benjamin Karl, quest’anno va per i 41.
Insomma, il contesto sta cambiando e la Svizzera è parte di esso. I risultati mancati di questa Olimpiade sono lo specchio di una tendenza che si potrà invertire forse soltanto accogliendo un cambio di paradigma. Ma consoliamoci, siamo in buona compagnia. Il Nord America, culla di questa disciplina, quest’anno è pure sceso ai minimi storici, con appena tre medaglie conquistate nello snowboard, e nessuna d’oro, sulle 33 in palio. La tavola piange anche Oltreoceano.
Milano Cortina 2026, il bilancio dello snowboard svizzero (Studio olimpico 18.02.2026)
RSI Sport 18.02.2026, 21:37
