Sci? Curling? Oppure bob, slittino e skeleton, i tre inquilini di quel controverso biscione battezzato Sliding Centre? Macché. A Cortina e dintorni, lo sport numero uno è il biathlon. Così, perlomeno, dicono i tifosi, che sin dai primi giorni hanno letteralmente assalito Anterselva, mandando in tilt la stretta Val Pusteria. Chi era presente domenica, in occasione della gara inaugurale, parla senza iperboli di scene apocalittiche, quasi fossimo al Gottardo in piena estate: il sistema (apparentemente) ben studiato di treni e navette è andato subito al collasso di fronte all’orda dei 20’000 presenti, tra ritardi, soppressioni e guasti tecnici. E chi in mattinata ha impiegato oltre tre ore per percorrere 50km era probabilmente ignaro che il peggio dovesse ancora verificarsi al rientro, quando le code (testimoniate dai molti sfoghi social) hanno superato i 20km. Apriti cielo tra i residenti della zona.
Un prezzo che tanti, comunque, hanno pagato “volentieri” pur di assistere all’argento italiano nella staffetta mista 4x6km. Alto, sì, ma a modo suo inferiore rispetto a quello che - temiamo - avrà fatto strabuzzare gli occhi agli incuriositi, ai vacanzieri di passaggio o ai disorganizzati dell’ultimo minuto. Perché coloro che ad oggi non dispongono di un biglietto dovranno mettere mano al portafoglio, e anche in maniera generosa, per godersi dal vivo lo show di domenica, giornata clou. Due eventi - inseguimento maschile e femminile - alla modica cifra di… 300 o 1’500 franchi, in base alle esigenze del proprio stomaco: vi accontentereste di un piccolo snack oppure meglio l’opzione buffet, vini e birre? Da qui non si scappa, insomma: all’infuori dei pacchetti hospitality, tutto il resto è sold out. Altrimenti occorre affrettarsi e scegliere un’altra data.
Malgrado le falle sul piano della mobilità, resta il fatto che nell’arena più capiente di questi Giochi l’esperienza olimpica è di quelle vere, autentiche, degne di essere vissute. E non nelle lounge dei vip, possibilmente, bensì sull’erta collinetta imbiancata in cui si assiepa gente di ogni dove e di ogni età, unita da un interesse sincero così come… dagli outfit stravaganti. Sì, ne ha fatta di strada questa disciplina, nata con tutt’altra finalità migliaia di anni fa, quando muoversi su assi di legno rudimentali rappresentava il metodo più efficace per cacciare nei boschi innevati. I confini della Scandinavia sono stati travalicati già da tempo: oggi chiunque può togliersi i suoi sfizi, perfino la Bulgaria. D’altronde per comprendere meglio la vastezza del movimento basta osservare l’eterogeneità delle bandiere che sventolano nell’imponente tendone “carnascialesco” al termine di ogni giornata, quando il pubblico decide che è giunta l’ora di stemperare la tensione con musica, cibo e alcol. Ce n’è per tutti i gusti, lì sotto. Rabadan? No, Anterselva. Presto, vogliamo crederci, arriveranno anche i pirati. Ammirare da vicino il mitico orecchino di Pantani - prestato a un estimatore d’eccezione, il francese Jacquelin, su gentile concessione della famiglia - costituisce solo uno stimolo in più per mettersi in viaggio. L’importante, lo si è capito, è farlo per tempo.
Anterselva attira le folle in un clima da Carnevale
RSI Sport 12.02.2026, 06:45

Milano Cortina 2026, il servizio sulla squadra francese femminile di biathlon (Studio olimpico 12.02.2026)
RSI Sport 12.02.2026, 09:59
Milano Cortina 2026, il servizio sulla 15km femminile di biathlon (Studio olimpico 11.02.2026)
RSI Sport 11.02.2026, 17:54



