La giornata di ieri ci ha ricordato, ancora una volta, quanto sia sottile il confine tra la vittoria e la sconfitta. A volte sono appena undici metri. I rigori, troppo spesso liquidati come una lotteria, sono invece un gesto tecnico da provare e riprovare. Certo, calciarli in allenamento non è come farlo davanti a uno stadio intero, con il peso di un Mondiale sulle spalle. Storicamente la Svizzera non ha un rapporto particolarmente felice con i tiri dal dischetto. Per questo Christian Fassnacht assicura che la squadra non sta lasciando nulla al caso. “Vogliamo farci trovare pronti nel caso la partita dovesse arrivare ai rigori. Da ieri ci stiamo allenando e continueremo a farlo”.
Quella contro l’Algeria avrà un sapore speciale anche per lui. Con Vladimir Petkovic ha debuttato in maglia rossocrociata, oggi è uno degli uomini di Murat Yakin. “Sono due allenatori diversi, ma entrambi molto preparati. Yakin cura molto la comunicazione, parla tanto con noi giocatori”. Il ricordo più bello dell’era Petkovic resta inevitabilmente l’ottavo di finale dell’Europeo contro la Francia. Fassnacht fu protagonista dell’azione che riaprì la partita: recuperò il pallone, Mbabu lo mise in mezzo e Seferovic trovò la zuccata del 2-3. Da lì iniziò la rimonta che portò la Svizzera fino ai rigori, prima dell’impresa firmata da Sommer.
“Che ricordi. È stato il momento più importante e più bello con la Nazionale. Ma spero che ne arrivino altri, magari ancora più speciali”. Forse già nei prossimi giorni. Quella sera la Svizzera spezzò anche il tabù dei rigori. Un precedente che vale come buon auspicio. L’obiettivo, naturalmente, è chiudere la pratica nei novanta minuti, contro l’amico-nemico Vlado. Ma se dovesse servire arrivare fino al dischetto, la Nazionale vuole farsi trovare pronta.

Mondiali, highlights di Svizzera-Canada (LA2 Sport Live 24.06.2026, 21h00)
RSI Sport 24.06.2026, 23:12









