Poco più di 48 ore e la Svizzera scenderà in campo a Vancouver per provare a scrivere un’ulteriore pagina nella propria storia calcistica. Dopo il successo con l’Algeria, che ha interrotto un digiuno di 88 anni per quel che riguarda le vittorie nelle sfide a eliminazione diretta, adesso tocca alla Colombia, per raggiungere i quarti di finale per la prima volta dal 1954. Un avversario tosto, soprattutto a livello fisico: “È una squadra aggressiva, che gioca con grande intensità e dinamismo - ha confermato Ardon Jashari - Sarà di sicuro la partita più difficile del torneo, dovremo essere pronti a combattere in ogni duello. Sappiamo che il loro gioco si basa tanto sulle emozioni, ma a questo stadio della competizione non credo ci sia una favorita. Noi abbiamo un gruppo di giocatori esperti che sanno come affrontare queste partite, abbiamo tutto per poter passare il turno”.
A questo punto del torneo si può sognare ma bisogna anche essere realisti, perché davanti a noi c’è un avversario difficile
Ardon Jashari, centrocampista Nati
Anche Ruben Vargas è sulla stessa lunghezza d’onda: “Quasi tutti i giocatori sudamericani con cui o contro cui ho giocato avevano uno stile simile, dovremo cercare di rispondere con la stessa energia. Sarà sicuramente una sfida dura, ma non vediamo l’ora di giocarla”. Ancora incerta la presenza di Luca Jaquez e Michel Aebischer, che pure oggi hanno svolto un programma individuale per provare a recuperare dai loro acciacchi, mentre Murat Yakin non ha dato indicazioni riguardanti modulo e interpreti. Non è ancora dato a sapersi perciò se il CT riproporrà i quattro attaccanti dall’inizio: “È una decisione dell’allenatore, in ogni caso sappiamo che come giocatori offensivi dobbiamo essere i primi a fare la fase difensiva - ha continuato l’esterno del Siviglia - Tutti, compresi coloro che entrano dalla panchina, hanno dei compiti da eseguire e finora ha funzionato”.
Abbiamo la possibilità di scrivere la storia, questa è una motivazione sufficiente
Ruben Vargas, attaccante Nati
Jashari e Vargas vivono due momenti opposti: il primo ha visto il campo solo per pochi minuti contro il Qatar, il secondo dopo il gol alla Bosnia è in grande fiducia. “Un po’ di delusione c’è, è normale - ha confermato il centrocampista del Milan - ma so che qui non è importante il singolo ma la squadra. A centrocampo i ruoli sono assegnati, ma se dovesse essere necessario ricoprire un altro ruolo sono pronto a fare del mio meglio”. Insieme a Manzambi invece il numero 17 sta trascinando la Svizzera con gol e assist: “Johan sta facendo benissimo, avrà un grande futuro davanti a lui. Io sono abituato a non essere la stella più luminosa, cerco di dare il massimo e di lottare su ogni pallone e finora le cose sono andate molto bene”.

Mondiali, highlights di Svizzera-Algeria (LA2 Sport Live 03.07.2026, 05h00)
RSI Sport 03.07.2026, 07:10
