Nessuna goleada, anzi, un modestissimo 0-0. Tra le principali candidate per sollevare al cielo la Coppa del Mondo, la Spagna ha vissuto un esordio indubbiamente al di sotto delle aspettative sull’erba di Atlanta. Sfondare il muro eretto da Capo Verde - selezione che ha fatto un figurone nella sua prima esibizione assoluta sul palcoscenico dei Mondiali - si è rivelata una missione impossibile, malgrado il totale controllo del gioco. Sì, probabilmente questa squadra non può prescindere dall’estro offensivo di Nico Williams (in panchina fino all’87’) e Lamine Yamal (subentrato al 71’), che andranno recuperati al top della forma il più in fretta possibile. Altrimenti, sulla scorta della scialba prestazione odierna, l’ipotesi di incappare in altre figuracce fragorose è tutt’altro che da escludere.
Dopo tre quarti di partita ai limiti del soporifero, in cui la Roja ha prodotto qualcosa di concreto soltanto a ridosso della pausa (ma senza grande brillantezza, vero Ferran Torres?), il CT De la Fuente è stato costretto a gettare nella mischia la superstar del Barcellona, fin lì preservata in virtù dei noti problemi fisici. E nonostante una condizione lontana da quella dei giorni migliori, il numero 19 ha provato a metterci del suo per scardinare l’ordinato sistema africano. Nulla da fare, tuttavia: le dinamiche del Gruppo H, completato da Arabia Saudita e Uruguay, potrebbero allora assumere una piega inaspettata già da mezzanotte.
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