Tornate a 7 giorni fa, prendete la prestazione messa in campo contro l’Australia e fate copia e incolla con quella di ieri. Primo tempo a buon ritmo, una rete e poca, pochissima capacità di concretizzare le tante occasioni da gol avute. Secondo tempo al piccolo trotto, intensità che si abbassa e l’avversario che trova il pareggio con una delle poche iniziative offensive. Suona famigliare no?
Ecco, da quel monito la Svizzera non ha imparato assolutamente nulla. Pur dominando il ben meno quotato Qatar, alla fine i rossocrociati sono usciti dal campo con un solo punto. Sul banco degli imputati ci sono finiti tutti: in primis l’allenatore, perché la scelta di Zakaria terzino ha fatto alzare più di un sopracciglio alla lettura delle distinte. E da quella parte i qatarioti hanno spesso trovato delle praterie per provare a spingere, fino al maledetto cross del minuto 94. All’Europeo la sorpresa tattica aveva pagato, qui decisamente meno. Ci si augura che l’esperimento venga riposto in un cassetto che non verrà mai più aperto su suolo nordamericano.
Ma, ovviamente, in campo non ci va il CT. Si sono salvati in pochi al San Francisco Bay Area Stadium. Kobel, che ci ha evitato una figuraccia anche maggiore in un paio d’occasioni, oppure Aebischer, che dove lo metti sta. Altri invece hanno clamorosamente mancato l’appuntamento. A partire da colui che ha arringato i compagni solo una settimana fa: ci si aspettava una prova di livello da Xhaka dopo la sua uscita con i media, invece il capitano è naufragato nella mediocrità della ripresa e con lui la maggior parte dei suoi compagni. Dall’arruffone Ndoye al timido Vargas. La sfida con la Bosnia-Erzegovina è così già diventata il crocevia del nostro Mondiale. È ora che lo studente si applichi di più per finalmente apprendere la lezione, altrimenti l’avventura a stelle e strisce sarà più breve del previsto.
Mondiali, highlights di Qatar-Svizzera (LA2 Sport Live 13.06.2026, 20h00)
RSI Sport 13.06.2026, 23:24










