Dall'inviato a Pechino Marcello Ierace
Già nel primo giorno di gare alle Paralimpiadi di Pechino l'assenza degli atleti russi, soprattutto, e bielorussi si è fatta sentire. Nel biathlon ne ha approfittato alla grande - quasi come fosse una rivincita morale - l'Ucraina, che ha fatto una vera e propria incetta di medaglie, cogliendo anche una tripletta, con un podio tutto gialloblù nello sprint maschile per non vedenti. E chi pure potrebbe approfittare di questo pesante vuoto agonistico è l'elvetico Luca Tavasci che da lunedì sarà impegnato nelle gare di fondo, a partire dalla prova sulla lunga distanza. "I miei obiettivi rimangono però più o meno invariati - ci ha spiegato lo stesso 29enne di Samedan, già presente quattro anni fa a PyeongChang - Chiaramente la mancanza di atleti di livello come i russi farà cambiare di molto il ritmo della gara, ma io punto a stare dietro ai primi, cercando di non accumulare troppi ritardi".
Ha fatto davvero strano veder partire i russi e i bielorussi: sono atleti che mantengono il nostro sport ad alto livello
Luca Tavasci
Nato con una malformazione alla mano sinistra, il grigionese non si è mai fatto condizionare da questo handicap. Ingegnere di formazione, Tavasci si è sempre dedicato con grande fervore allo sport, in particolare - e da buon grigionese non poteva che essere così - allo sci di fondo. Dopo l'esordio paralimpico nel 2018, ora potrebbe essere giunto il momento di togliersi qualche bella soddisfazione. "Mi sento bene, siamo stati accolti alla grande - ha continuato l'elvetico - La pista mi piace, è veloce. Ci sono tutti i presupposti per far bene, diciamo che mi piacerebbe tornare a casa con un diploma".

Paralimpiadi 2022, l'intervista a Luca Tavasci (05.03.2022)
RSI Sport 05.03.2022, 15:54
