dall'inviato a Courchevel Luca Steens
L’Éclipse, la pista delle gare maschili, vuole essere il fiore all’occhiello di questa edizione dei Mondiali, puntando oltre che su passaggi spettacolari pure sul contrasto di luce che mette in difficoltà gli atleti a dipendenza se si trovano o meno nel bosco. Un effetto che dà appunto il nome di Eclissi a questo tracciato costruito apposta per l’occasione, e testato in gara per la prima volta alle finali di Coppa del Mondo della scorsa stagione. Un anno fa in discesa l’austriaco Vincent Kriechmayr aveva preceduto i due rossocrociati Marco Odermatt e Beat Feuz, mentre ai piedi del podio aveva concluso il norvegese Aleksander Aamodt Kilde. Stesso risultato in super G, con solo Gino Caviezel a prendere il terzo rango al posto di Beat Feuz. Vedremo domani e domenica cosa succederà.
Il percorso della libera maschile si snoda su 3,2km con una pendenza media del 30% con punte al 58%, che si raggiungono sui quattro impressionanti muri. A far battere forte il cuore ci sono anche i due salti artificiali posti nella prima parte e che lasciano a bocca aperta da vedere anche solo in ricognizione. La partenza si situa a quota 2235m, appena sotto il Col de la Loze, sulla cresta che separa Courchevel da Méribel, mentre l’arrivo è situato ai piedi dei trampolini olimpici quasi 1000m più in basso.
Rispetto alle donne sulla Roc de Fer, gli uomini si sono presi molto più tempo durante la prima ricognizione per analizzare bene ogni passaggio, anche se con il sole ancora basso non si notavano così tanto i cambi di luce. Tra i primi a partire Niels Hintermann. Una curiosità: gli organizzatori sono molto attenti a preservare la picchiata finale verso l'arrivo, dove erano autorizzati a passare solo gli atleti e un allenatore per nazione.
Mondiali, la ricognizione della discesa maschile (08.02.2023)
RSI Sport 08.02.2023, 21:06

