Detto della corsa contro il tempo dell’Arena Santa Giulia, sede tanto chiacchierata dell’hockey su ghiaccio, a Milano fervono anche i preparativi del Villaggio Olimpico, sorto dal nulla sullo scalo ferroviario di zona Porta Romana all’interno di un progetto di riqualificazione per tutta l’area. Costruito su una superficie di 60’000 metri quadri nello spazio di 30 mesi, il cantiere che abbiamo visitato il 15 gennaio è stato consegnato lo scorso primo ottobre dall’azienda Coima, società di sviluppo immobiliare, alla Fondazione di Milano-Cortina, pronta ad accogliere proprio in questi giorni i primi atleti dei Giochi.
L’obiettivo è fare sentire le atlete e gli atleti a casa, anche lontano da casa
Flaminia Tamburi, responsabile Villaggi Olimpici di Milano-Cortina
Nei sei edifici che compongono il villaggio - uno dei due di questa edizione, l’altro (temporaneo) si trova a Cortina e nelle restanti località ad ospitare gli atleti saranno una serie di infrastrutture convenzionate - sono presenti 1’200 stanze, per una capacità di 1’700 posti letto, tutti inseriti ai piani (7 totali) superiori. L’intera area a terra è invece esclusivamente dedicata agli spazi condivisi (attivazione e relax), ai servizi essenziali (mensa, palestra, centro di soccorso), ai luoghi d’incontro (famiglie e media) e agli sponsor. L’accesso è posto sul versante est, quello della stazione ferroviaria, per favorire il flusso e perché poi, una volta calato il sipario sulle Olimpiadi, il villaggio si trasformerà in uno studentato.
Olimpiadi, l’intervista alla responsabile dei Villaggi Olimpici Flaminia Tamburi (15.01.2026)
RSI Sport 27.01.2026, 09:22

Olimpiadi a tutti i costi?
Falò 27.01.2026, 21:10

