Il volo dell'Aquila dal trampolino olimpico canadese (Reuters)

Eddie, Matti e l'elogio della follia

Il leggendario incontro a Calgary '88 tra "The Eagle" e il fortissimo Nykänen

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di Marcello Ierace

Sigmund Freud diceva: "Comincerete a prendere in seria considerazione la follia quando per la prima volta vi aiuterà a risolvere i vostri problemi da persone normali". E se c'è uno sport dove la follia ricopre un fattore assolutamente determinante, questo è di sicuro il salto con gli sci. Perché non si può pensare che non ci sia un pizzico (o qualcosa in più) di follia nella mente di persone che si lanciano praticamente nel vuoto da quelle altezze e, per di più, con due sci - lunghissimi e pesantissimi - sotto i piedi. E se c'è un momento, nella storia di questo sport, in cui si raggiunse lo zenit della follia, allora, senza alcun dubbio, fu quando si sfidarono alle Olimpiadi di Calgary del 1988 il finlandese Matti Nykänen e il britannico Michael Thomas Edwards, meglio noto come "Eddie the Eagle".

Con personalità - e capacità sportive - agli antipodi, Matti Nykänen e Eddie Edwards sono entrati nella leggenda del salto con gli sci esattamente per due motivi opposti. Il primo in quanto uno dei più incredibili esponenti di questa disciplina, con un palmarès ricchissimo in cui spiccano quattro medaglie d'oro olimpiche, sei titoli mondiali e due trionfi nella Tournée dei Quattro Trampolini. Il secondo per essere stato uno dei più clamorosi perdenti, additato da molti come una vera vergogna per questo sport. Due anime, due destini, due percorsi che appunto si incroceranno - in modo quasi simbolico - sul trampolino di Calgary 88.

 

 

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