dall'inviato a PyeongChang Luca Steens
Hanno vinto le statunitensi e i norvegesi nel team sprint del fondo, disciplina decisamente accattivante, ma a fare notizia è Marit Björgen. La 37enne scandinava, con il terzo posto conquistato con Maiken Caspersen Falla, è salita in solitaria in vetta al medagliere di tutti i tempi a quota 14 podi ai Giochi olimpici invernali, staccando il connazionale Ole Einar Bjorndalen.
L'emozione: non ce ne vogliano i vincitori e la Björgen, ma il boato del pubblico per il primo giro agli avamposti del primo frazionista coreano, tale Magnus Kim, è stato decisamente gustoso. Purtroppo per lui la sua spalla Eunho Kim non è stato altrettanto efficace, e nel breve tempo di percorrenza di un giro i due padroni di casa si sono trovati a lottare per evitare l'ultimo posto, lasciato nella prima semifinale alla Turchia.
Il personaggio: Marit Björgen non vincerà più come una volta e come era successo nelle scorse due edizioni, ma con la quarta medaglia di questi Giochi (un oro, un argento e due bronzi) è diventata in assoluto l'atleta più medagliata della storia, staccando il connazionale biatleta Ole Einar Bjorndalen, fermo a quota 13. Da vincente qual è, all'arrivo era più dispiaciuta di non aver dato l'oro alla sua Nazione che felice per questa impresa che la consegna ancor più alla storia.
La curiosità: pubblico delle grandi occasioni ad inizio di questa gara davvero spettacolare, dove gli atleti danno sempre ad ogni giro il massimo per dare più vantaggio possibile al proprio compagno. È qui che si vedono le spinte più poderose e le velocità più elevate che lasciano a bocca aperta. Ma con l'arrivo della notte, l'abbassamento delle temperature e l'eliminazione di questa e quella nazionale, alla fine le tribune erano praticamente quasi vuote.


