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Beat Feuz è stato il grande protagonista del Lauberhorn lo scorso wekeend. Secondo in combinata e trionfatore in discesa, il 24enne di Schangnau non si è però montato la testa, anzi: "Fin da bambino mi hanno sempre insegnato a rimanere con i piedi per terra. Anche se vinco non posso cambiare il mondo, quindi non vedo perché dovrei cambiare io, perché dovrei esaltarmi e pensare di essere diventato un re".
"Da bambino per me era più importante tifare per gli altri svizzeri che pensare al mio futuro", racconta il bernese. "Da giovane i miei idoli erano Eberharter e Miller, poi ti ritrovi in partenza gomito a gomito con uno di loro. Salire sul podio con lo statunitense è stata una sensazione incredibile".
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