Sport invernali

La Tournée dei se e ma che sfortuna

Ammann apre e chiude la 17a partecipazione cadendo

  • 07.01.2015, 10:26
  • 4 maggio, 14:00
Chiusura amara

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  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall'inviato a Bischofshofen Antonio D'Autilia

È una regola conosciuta da tutti, che puntualmente in diversi ambiti della vita di un essere umano non trova modo di essere smentita: con i SE e con i MA non si va da nessuna parte e se la sfortuna ci mette lo zampino, allora non c’è proprio nulla da fare. In questa edizione della Tournée dei Quattro Trampolini, a subire questa legge, non scritta ma inattaccabile, è stato Simon Ammann. Il sangallese partiva con i favori del pronostico, nessuno metteva in dubbio le sue grandi chance di vittoria e la sua diciassettesima partecipazione a questo prestigioso torneo sembrava davvero quella buona per completare finalmente il “Royal Flush”, cioè il Grande Slam di un saltatore: oro olimpico, titolo mondiale, Coppa del Mondo e appunto Tournée dei Quattro Trampolini.

Purtroppo il sogno è svanito prima ancora di cominciare, con quella sciagurata caduta nella gara di Oberstdorf. Ma si parlava di SE e di MA, ed allora ecco che queste piccole ma fondamentali congiunzioni iniziano ad insinuarsi nelle teste di addetti ai lavori e tifosi elvetici (ma non solo), quando il Maghetto mostra come si deve volare sul trampolino di Garmisch-Parterkirchen, dove è battuto solo da Anders Jacobsen, nell’occasione vestito con una tuta “un po’ larghetta”. E poi solo tre giorni dopo, ecco di nuovo Simon incantare come forse mai in carriera sul trampolino di Innsbruck, quello più odiato per la forte pressione che esercita sulle sue gambette, le quali hanno bisogno di tutta la forza necessaria per permettere ad Ammann di attaccare come piace a lui. In Tirolo arriva un terzo posto a braccetto con l’ormai amico e collega Noriaki Kasai, un terzo posto che, credetemi, vale di più del secondo dell’anno precedente, visto che quello era scaturito da una gara disputata su una sola serie, contraddistinta da un vento pazzesco. Peccato che anche in questa occasione, il campione del Toggenburgo è superato dal “super eroe” di questa Tournée, Stephan Kraft, e dal vincitore di tappa il tedesco Richard Freitag. Tappa che ha visto il record della struttura, il quale resisteva dal 2002, cadere per ben due volte. A Bischofshofen la sfortuna torna a recitare un ruolo da protagonista, perché quel salto finale di 136 metri avrebbe potuto regalargli un nuovo podio. Ed invece no, Simon perde ancora l’equilibrio e cade di faccia sulla neve. Botta che gli fa perdere per un attimo conoscenza ed allarma tutti i 26'000 presenti. Fortunatamente il tutto sembra non essere così grave come si temeva.

In fin dei conti possiamo dirlo, la sfortuna ha giocato un brutto tiro ad un Simon Ammann presentatosi in grande forma per questo appuntamento. Ma è stato comunque bello e piacevole osservarlo sempre tranquillo e sereno, sempre convinto dei suoi mezzi come nel 2010. Magari la paternità gli ha dato un altro motivo per sorridere anche quando le cose non girano nel verso giusto. Meglio! Perché un Ammann così costante nei suoi risultati, soprattutto in una stagione che a detta di molti non avrebbe neanche dovuto disputare e che a questo punto potrebbe essere veramente l’ultima, è una lietissima sorpresa. In conclusione, siamo pronti a ricevere eventuali regali mondiali in quel di Falun.

01:23

Il commento di Antonio D'Autilia (Rete Uno Sport 07.01.2015, 07h00)

RSI Sport 07.01.2015, 08:43

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Salto, commozione cerebrale per Simon Ammann (Telegiornale 07.01.2015, 20h00)

RSI Sport 07.01.2015, 20:42

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