Sport invernali

La difficoltà di essere Lindsey

Sci, l'editoriale di Giampaolo Giannoni

  • 02.03.2016, 17:54
  • Ieri, 15:11
Ahia, un'altra volta oltre il limite

Ahia, un'altra volta oltre il limite

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Giampaolo Giannoni

Non conosco Lindsey Vonn. La frequento. Per lavoro (ok, ok, non c'erano dubbi, I know...). La vedo muoversi dentro ed attorno al suo mondo, quello dello sci di competizione. Quando ci parlo, convenevoli a parte, interpreto un ruolo e lei pure. Il filtro: microfono e telecamera. Lindsey Vonn sugli sci è un fenomeno, dal cancelletto all'arrivo, soprattutto in velocità, fa cose inarrivabili stimolando da oltre un decennio la concorrenza a superare i propri limiti per starle dietro e - a volte - davanti. La sua carriera parla di duelli epici, con Maria Riesch, Tina Maze, Anna Fenninger e adesso Lara Gut.

Mai per la generale è stata corsa di gruppo, sempre si è trattato di sfide a due, molto spesso una delle due era Lindsey. Cosi anche questo inverno. La Vonn si è di nuovo ritrovata un'avversaria tosta, ha dovuto cercare il limite, ogni tanto lo ha superato, finendo nella neve. È successo anche a Soldeu, l'ennesima botta al ginocchio, stavolta il sinistro. Lunghi minuti sulla neve e poi la barella. Notizie? Poche. Quelle poche comunque rassicuranti. Da subito si è sentito in casa americana dire: "al 20% sarà al via".

Ecco, in quel momento e nelle ore successive, la sciatrice fenomenale ha lasciato il posto al personaggio pubblico Lindsey Vonn. Da parte della squadra statunitense nessuna informazione sulle sue condizioni. Lindsey ha fatto da se e con i "suoi". Piattaforma scelta i social media. Foto, video - anche splatter come il drenaggio mattutino - radiografie. Il tutto a beneficio dei fan e ad uso dei giornalisti che hanno agito come meglio hanno creduto dividendosi tra colpevolisti ed innocentisti.

Domenica gara, miglior tempo in super G ed allora ecco che la concorrenza (tutta la concorrenza, dagli Appennini alle Ande) si è lasciata andare. "La conosciamo, fa parte del personaggio, è guerra psicologica". Oggi la diagnosi. Dura. Vonn ha chiuso la stagione. Non fingeva, anzi.

Ed allora cosa resta del post weekend andorrano? Lindsey è tutto ed il suo contrario. Una grande atleta che ha stretto i denti per inseguire un sogno e davanti alla quale togliersi il cappello in segno di ammirazione per quello che ha fatto e farà. Lindsey è il miglior veicolo possibile per la propaganda dello sci femminile. Lindsey è fragile. Figlia del "digito ergo sum" e del "me myselfie and I" tanto belli e moderni quanto potenzialmente pericolosi. Lindsey non la conosco. La frequento. Ho la fortuna di poterla osservare a telecamere spente (spesso) da posizione privilegiata. La vedo torturarsi le unghie con i denti e scrivere fitto fitto su un libricino. Mi fa pensare. Non credo sia la lista della spesa.

P.S. A fine giornata conta essere davanti, non importa quali erano gli avversari, quali le condizioni, chi gli assenti. Chi vince ha ragione, i se ed i ma sono fatti per i bar e i salotti TV. Se (ecco...) Lara vincerá la Coppa sará perché è stata più brava di tutte le altre, e perché ha costretto la piú grande di tutti i tempi ad andare oltre i limiti per batterla. Punto.

immagine
01:08

CdM D, stagione finita per Lindsey Vonn (02.03.2016)

RSI Sport 03.03.2016, 00:43

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Sport

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare