dall'inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani
Una cerimonia spettacolare, ma non sfarzosa come in altre edizioni, ha ufficialmente aperto le XXIII Olimpiadi invernali di PyeongChang. Cerimonia incentrata sul racconto del viaggio nel tempo di cinque bambini in un futuro fatto di pace ed armonia, in un mondo più sereno, ma anche più tecnologico.
La rappresentativa svizzera, che dopo i recentissimi abbandoni di Mélanie Meillard e Iouri Podladtchikov conta 168 atleti, è entrata nello Stadio Olimpico alle 20h44 ora locale, guidata dall'emozionato, ma fiero portabandiera Dario Cologna. In tutto sono circa 3'000 gli sportivi presenti ai Giochi sudcoreani.
Il momento topico della serata è stato ovviamente l'accensione del braciere olimpico ad opera dell'ultimo tedoforo. Arrivata in cima ad una collina che, nello stupore generale, si era poco prima trasformata in scala, l'ex pattinatrice Yuna Kim ha acceso il primo di trenta anelli di fuoco, che uno dopo l'altro hanno trasportato la fiamma olimpica alla sua destinazione finale. Anelli di fuoco che rappresentavano i 30 anni passati tra le Olimpiadi estive di Seul del 1988 e quelle di PyeongChang del 2018.



