Dall’inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani
A volte le cose più interessanti succedono per caso. L’altro giorno ho preso un taxi e sono andato in centro a Gangneung. Cercavo una farmacia per comperare il disinfettante per le mani (il Norovirus incombe ancora…), e di colpo invece mi sono ritrovato nel mercato coperto, chiamato Jungang. Qui mi si è aperto un mondo nuovo: un sacco di bancarelle che vendevano street food, fruttivendoli, macellai, pescivendoli, sarti… chi più ne ha, più ne metta. Il tutto immerso in un’atmosfera tipicamente asiatica e anche un po’ retrò.
L’esperienza più particolare (e cruenta, quindi chi è sensibile termini qui la sua lettura) è stata vedere un macellaio che staccava teste di bue e le appoggiava per terra. In seguito queste venivano prese da delle cuoche, che le buttavano in dei pentoloni a bollire. Una volta pronte, sfilavano la pelle e la servivano ai clienti affamati, buttando invece le ossa in dei mucchietti piuttosto macabri. Invitato con uno sguardo a gustare la prelibatezza, ho cortesemente risposto di no…


