Fondo

Nadine Fähndrich e la voglia di essere la migliore

Il racconto in breve della più forte fondista svizzera di tutti i tempi

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Una carriera ricca di soddisfazioni

Una carriera ricca di soddisfazioni

  • Keystone
Di: Antonio D’Autilia 

Vi siete mai chiesti come avremmo percepito i successi di Stan Wawrinka se non ci fosse stato Roger Federer? Certo, il tennista vodese è entrato di diritto tra i grandi del nostro sport, grazie a quel magico rovescio che incantava e incanta ancora le platee mondiali e grazie ad i suoi successi in un contesto dominato dai mitici “Big Three”. Eppure, la luce di Stan è stata giocoforza un po’ attenuata dall’ombra del grande Roger, soprattutto agli occhi degli appassionati tifosi rossocrociati. Per certi versi questa è stato il destino di Nadine Fähndrich, perché quando si parla di sci di fondo, noi tutti pensiamo subito e ancora al grande Dario Cologna. Eppure, i numeri della lucernese ci raccontano la storia di una grandissima atleta: 27 podi in Coppa del Mondo, tra questi 7 affermazioni, 3 medaglie mondiali ed un argento olimpico (vinto al fianco di Nadja Kälin ai giochi di Milano-Cortina), roba da far sognare anche la più talentuosa sciatrice svedese, norvegese o russa, tanto per citare le tre scuole che nel cross-country sono sempre andate per la maggiore.

Trentuno anni ad ottobre, cresciuta nella Eingenthal a pochi chilometri da Lucerna appunto, Nadine Fähndrich percepiva il fondo soprattutto come un bellissimo hobby ed una grande passione. Il talento l’ha portata nei quadri della Nazionale, in un gruppo dove Dario Cologna attirava tutte le attenzioni ed agli altri rimanevano solo le briciole. In un contesto dove per molti l’importante era soprattutto esserci senza troppe pretese, Nadine, dopo un paio di stagioni interlocutorie, ha scelto di cambiare la sua vita sportiva. La sua passione è diventata lavoro in tutto e per tutto, da svolgere con autentica devozione e con rinnovata ambizione e da quel momento la sua carriera ha preso il volo. Scrupolosa ai massimi livelli nella sua preparazione sia fisica che mentale, Nadine ha abbandonato il sogno di essere competitiva su ogni distanza concentrandosi principalmente sulle gare sprint, il formato che più le si addiceva. Nel 2020 arrivano le prime vittorie in Coppa del Mondo, traguardi che la pongono di diritto tra le migliori della specialità. Nel 2021, ai mondiali di Oberstdorf, Fähndrich si presenta con grandissime ambizioni bucando però clamorosamente proprio la qualificazione della gara sprint. Là, il mondo scopre un’atleta dall’incredibile forza mentale, pochi giorni dopo infatti, con un ultimo giro spettacolare, Nadine porta il Team Sprint rossocrociato (la compagna era Laurien Van der Graaff) fino all’argento, terminando un digiuno di medaglie iridate che durava per le donne rossocrociate dal 1987. La lucernese realizza uno dei suoi sogni più grandi, e lo fa a braccetto con una compagna da sempre considerata amica.

Il prosieguo della sua carriera è evidentemente caratterizzato da altri momenti esaltanti, inframmezzati da cocenti delusioni (vedi i Mondiali di Planica nel 2023 affrontati dal punto di vista della forma non al meglio). Arriviamo allora al 2024 e restano comunque ancora 3 caselle da spuntare nella lista dei desideri: una medaglia individuale ai Mondiali, una medaglia olimpica e la coppetta di specialità nello sprint. Per realizzarli, questi sogni, Nadine evolve ulteriormente anche dal punto di vista della propria gestione. Si sottopone ad un’operazione volta a risolvere un fortunatamente piccolo problema cardiaco e pochi mesi prima l’inizio della stagione 24-25, con grande sorpresa, dichiara di volersi staccare dalla squadra nazionale per creare un team di allenamento privato: la volontà è di continuare a lavorare con Ivan Hudac, nel frattempo separatosi da Swiss-Ski. La ragazza solare, umile e riservata, che tutti conoscevano punta inaspettatamente i piedi e lo fa in modo eclatante, una presa di posizione che non fa di certo l’unanimità.

La scelta però dà i suoi frutti di lì a poco: ai Mondiali di Trondheim del 2025 Nadine è protagonista della gara sprint dove conquista la medaglia di bronzo (casella della medaglia iridata individuale spuntata), e poco dopo chiude terza anche nella prova sprint a squadre (questa volta in compagnia di Anja Weber). Il Mondiale si conclude con un bottino di tre medaglie per gli svizzeri in generale, un record. L’anno olimpico è lanciato alla grande, è quello che è successo in Val di Fiemme è storia recente. Si può dire quindi che Nadine Fähndrich è la dimostrazione che volere e potere e che su una buona base si può costruire qualcosa di eccezionale. Il suo esempio ha influito sulla crescita dello sci di fondo elvetico, esattamente come e forse anche di più dei successi di Dario Cologna. Oggi abbiamo un gruppo ambizioso e pronto a cogliere le opportunità che si presentano, come fatto da Nadja Kälin nella 50 km olimpica.

Si parlava di sogni, ne rimane ancora uno da realizzare, quello della coppetta di specialità nello sprint, obbiettivo mancato già due volte per un soffio. Nadine Fähndrich ci può credere ancora, visto che occupa il secondo posto in graduatoria. Affrontare queste ultime gare stagionali, che saranno le ultime della sua carriera, con la leggerezza di chi ha chiarito il suo futuro, potrebbe dare quella spinta ulteriore per scrivere un’altra meravigliosa pagina nella storia sportiva della più forte fondista donna rossocrociata di tutti i tempi.

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05:50

Milano Cortina 2026, l'intervista a Nadine Fähndrich (Studio olimpico 19.02.2026)

RSI Sport 19.02.2026, 18:27

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Rete Uno Sport

Rete Uno Sport 04.03.2026, 18:40

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