Lo sci svizzero non sta certamente vivendo il suo periodo più florido. Il ritiro di Didier Cuche e i problemi fisici con cui è alle prese Beat Feuz non hanno certo contribuito a far sì che la tendenza potesse essere diversa. Urs Lehmann, presidente di Swiss Ski, era stato buon profeta quando prima del via dell'annata agonistica aveva anticipato che vi sarebbero stati tempi duri.
“Era prevedibile andare incontro ad una situazione come quella che stiamo vivendo, qualsiasi Nazionale patirebbe l’assenza di due calibri da novanta quali sono Didier Cuche e Beat Feuz”. La Federazione sta comunque lavorando per cercare di far crescere le giovani leve come conferma lo stesso Lehmann. “Abbiamo tre centri di formazione in Svizzera che funzionano bene e se si fa un’analisi dei ragazzi dalla classe 1992 a salire si può sicuramente affermare che stanno crescendo bene”.
Secondo Sepp Brunner, allenatore Swiss Ski delle discipline veloci, è fondamentale la sicurezza nei propri mezzi. “È determinante per ogni sciatore possedere la fiducia in se stessi unita alla giusta serenità, poiché aiuta sia nell’impostazione della gara sia nella sua riuscita. Al momento i nostri maggiori problemi sono questi. Anche noi allenatori siamo nervosi, ma non dobbiamo trasmettere le nostre preoccupazioni agli atleti”.
Gallery audio - "Questa era una situazione prevedibile"
Gallery video - "Questa era una situazione prevedibile"


